Senza opposizione quella del Quirinale è una linea obbligata
MAnifesto 16/7/09
Carlo Lania
ROMA

Difende Napolitano, comprende le ragioni che lo hanno spinto a firmare la legge sulla sicurezza scrivendo contemporaneamente una lettera al governo in cui esprime le sue perplessità. Un gesto giusto per un vecchio comunista come Emanuele Macaluso, compagno di militanza nelle corrente riformista del Pci ma soprattutto amico del capo dello Stato che definisce «un uomo per il quale le istituzioni hanno sempre avuto più valore dei partiti». Poi si chiede: «Con un’opposizione inesistente, Napolitano che altro avrebbe potuto fare?»
Il suo gesto comunque non ha molti precedenti.
Penso che il presidente come sempre sia partito da una preoccupazione – che poi è anche costituzionalmente corretta – che è quella di garantire anzitutto le istituzioni, di impedire che si crei una situazione di totale ingovernabilità e caos istituzionale. Insomma l’idea di Di Pietro, che il capo dello Stato debba surrogare l’impotenza dell’opposizione è veramente demenziale. Il problema che abbiamo oggi in Italia, a mio avviso, è che le condizioni in cui si trova l’opposizione, con da un lato Di Pietro con la sua demagogia, dall’altro lo stato di impotenza completa del Partito democratico, fa sì che non solo nel parlamento, ma soprattutto nel Paese, il Cavaliere riesca a ottenere ancora consensi e maggioranza. E questo nonostante tutto quello che fa, sia come comportamenti personali, sia politicamente. Questa è la questione politica fondamentale che dovrebbe porsi un’opposizione seria. Pensare che con un atto del presidente della Repubblica si possa risolvere questo nodo, che è un nodo squisitamente politico, è segno dei tempi.
Sta dicendo che il gesto di Napolitano sarebbe stato dettato anche dall’inesistenza di una vera opposizione?
Diciamo che è stato dettato dallo stato in cui si trova il Paese. Io parlo per conto mio, non per conto di Napolitano, sia chiaro. E’ la riflessione politica di una persona che da quasi settanta anni vive la vita politica nella sinistra, con i suoi problemi e nel frattempo ritengo che il problema reale a cui bisogna pensare sia per l’appunto questo: di non ritenere che il deficit dell’opposizione possa essere colmato da un atto del presidente della Repubblica. Tenga conto poi che costituzionalmente se il presidente avesse considerato che ci fossero stati problemi costituzionali e avesse rimandato la legge alle Camere, queste avrebbero potuto approvarla lo stesso. Quindi si trattava di scegliere un atto politico: tra non firmare e probabilmente riavere lo stesso testo e firmare, ha scelto una strada che è quella di indicare non solo al parlamento ma anche al governo quali sono le questioni che la legge solleva. E’ su questo che l’opposizione dovrebbe lavorare, vedere se c’è una possibilità per cambiare questa legge e per porre la questione all’opinione pubblica.
Resta un dubbio. Con il sostegno dato a Berlusconi per il G8 e adesso con la promulgazione della legge sulla sicurezza, si potrebbe pensare che in realtà Napolitano stia difendendo Berlusconi.
Non vedo come Napolitano abbia tutelato Berlusconi per il G8. Io penso che Napolitano stia tutelando le istituzioni. Conoscendolo posso dire che a differenza di molti di noi, anche quando era dirigente del Pci è stato sempre un uomo che ha messo avanti le istituzioni. E questa era anche una linea del Pci. Altro che tutelare Berlusconi, figuriamoci!

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