Sanatoria badanti, carcere a chi falsifica reddito di 20 mila euro per assumere una colf

Repubblica 16-07-09

Stretta sulla regolarizzazione degli immigrati impiegati nelle famiglie. Presentato alla Camera un emendamento al decreto anti-crisi

“Famiglia Cristiana” critica la tassa di 500 euro. Sacconi: solito pregiudizio

Carcere fino a sei anni per falsa regolarizzazione. Soglie di reddito per assumere una colf. Certificato medico per mettere in regola una badante. Il governo prova ad arginare il maxi-condono domestico o meglio la «Dichiarazione di assistenza e sostegno alle famiglie»: datori di lavoro italiani o stranieri potranno regolarizzare fino a due badanti e una colf, salvandosi così dalla scure del nuovo reato di clandestinità, ma con dei nuovi limiti, introdotti in extremis.
L´emendamento del governo al decreto anticrisi, presentato in commissione alla Camera, è frutto dell´accordo tra ministri dell´Interno e del Welfare. Al tavolo tecnico si è discusso a lungo sulla soglia di reddito a cui vincolare la regolarizzazione di una colf. Alla fine ci si è accordati su un reddito imponibile minimo di 20mila euro se il percettore è singolo e di 25mila euro per un nucleo familiare con più persone che lavorano. Ma c´è chi (Lega Nord) chiedeva che l´asticella fosse ben più alta. Per mettere in regola una badante basta invece un certificato medico dell´Asl o del medico di base, che attesti la patologia dell´assistito. Arriva poi una stretta sugli abusi. Chi dovesse fare domanda avvalendosi di documenti falsi verrà punito con il carcere da 1 a 6 anni. Insomma, spacciare un muratore straniero per una colf, potrebbe essere pericoloso. I proventi che arriveranno dall´emersione del lavoro nero andranno al Servizio Sanitario Nazionale per una cifra pari a 267 milioni di euro in due anni. Per il resto, il testo dell´emendamento corrisponde alla bozza circolata in questi giorni.
Un datore di lavoro italiano, comunitario o extracomunitario con la carta di soggiorno (dunque regolarmente in Italia da almeno 5 anni), che alla data del 30 giugno 2009 ha alle proprie dipendenze da almeno 3 mesi colf e badanti, italiane o extracomunitarie, può fare una “dichiarazione di emersione” dall´1 al 30 settembre 2009. Come? Solo on-line: con una domanda all´Inps in caso di lavoratore italiano o comunitario; attraverso il sito del ministero dell´Interno, per un lavoratore extracomunitario. Ogni dichiarazione comporta un versamento di 500 euro.
Anche chi ha partecipato ai decreti flussi 2007 o 2008 può presentare la dichiarazione di emersione. Scegliendo questa strada, la domanda per i flussi viene archiviata. Lasciando così posto ad altri in graduatoria. Non possono essere messi in regola extracomunitari con provvedimenti di espulsione o che risultino condannati, anche in via non definitiva, per reati penali. Finché dura l´iter della regolarizzazione, il lavoratore extracomunitario non può essere processato, né espulso.
La salva-badanti solleva una nuova polemica tra “Famiglia cristiana” e governo. Il settimanale critica la tassa di 500 euro e scrive che «la regolarizzazione selettiva è discriminatoria. E, in ogni caso, potrebbe risultare contraria alla Costituzione». Replica del ministro Maurizio Sacconi: «Dispiace constatare l´insistito pregiudizio di “Famiglia Cristiana” nei confronti del governo. E´ noto infatti che i 500 euro sono risorse destinate al conto corrente previdenziale della lavoratrice e non una tassa rivolta a scoraggiare l´emersione».

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