“Il mio Gabbo assassinato dallo Stato”

Repubblica 16-07-09

L´ira di Sandri: in piazza. Poi invita alla calma. L´agente: cretino, non Rambo

Alemanno: parlerò con i ministri di Interno e Giustizia Alla famiglia sms da Aldrovandi
“Se fosse stato figlio del capo della polizia o di Berlusconi, altra sentenza”. Ma dopo fa pace con Manganelli
ROMA – «Mio figlio è stato assassinato dallo Stato». Per quasi due anni, da quella mattina in cui Gabriele fu ucciso nell´autogrill, Giorgio Sandri ha tirato le briglie alla collera, ha giurato fiducia alla giustizia e tenuto a bada gli ultras. Ieri, per un giorno, la delusione per la sentenza che in cambio della vita di suo figlio ha chiesto sei anni di galera per l´agente Spaccarotella gli ha fatto perdere la barra. «È una sentenza preconfezionata. Se al posto di Gabriele – si sfoga – ci fosse stato il figlio del capo della polizia o di Berlusconi? Chiederò spiegazioni ai ministri Maroni e Alfano, e a Manganelli. Penso a una raccolta di firme da portare a Napolitano: organizzeremo una manifestazione con i tifosi, non solo laziali. Magari un milione di persone».
Benzina, nel mondo ultras che aveva schiumato rabbia tutta notte assaltando con sassate e petardi una camionetta della polizia e la stazione dei carabinieri di Ponte Milvio. I militari braccano casa per casa i più esagitati, arrestandone due: tra i memorabilia nazifascisti avevano mazze, caschi e passamontagna. Il quartiere dei Sandri espone decine di striscioni. «Parlerò coi ministri di Giustizia e Interni – dice il sindaco Alemanno – ed esprimerò le mie perplessità sulla sentenza. L´appello faccia giustizia». Ai Sandri arriva un Sms dalla mamma di Federico Aldrovandi, ucciso dagli agenti nel 2005: «Vi sono vicina nel dolore. Vi voglio bene».
Il clima è teso: «Sono vicino alla famiglia – smorza i toni il ministro Alfano – e al senso di ingiustizia che vive, che non va commentato. Sarò lieto di incontrare il signor Sandri, se lo chiederà». Ma il dado è tratto: «Certe parole istigano all´odio. Le accuse gratuite alla divisa – accusa il sindacato di polizia Consap – potrebbero essere recepite come giustificazione per attaccare la polizia. Giorgio Sandri dovrebbe fare un passo indietro». Arriverà in serata: «Il capo della polizia, Manganelli – dice Giorgio – ci è sempre stato molto vicino. Ho parlato sull´onda dell´emotività». E Cristiano, il fratello di “Gabbo”: «Papà non sa come ottenere la giustizia che ci è stata negata, ma non organizzeremo cortei né raccoglieremo firme. Aspettiamo la motivazione della sentenza e ricorreremo in appello e in Cassazione, se necessario». Spaccarotella, intanto, si descrive su “Visto”: «Sono un cretino, non un Rambo. In questo Paese sono i prepotenti ad avere la meglio, non gli ignoranti morti di fame come me».

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