Carceri, Ionta promette assunzioni e nuovi posti
Secolo XIX 16/7/09
la visita del responsabile del dipartimento penitenziario
Nuovi spazi, confermata l’ipotesi delle strutture galleggianti in Liguria
Genova. Gonfio di oltre 1.500 detenuti, il sistema carcerario ligure fa i conti con emergenze gravi. Ieri è giunto in visita il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Franco Ionta, investito di poteri commissariali. Ionta è l’autore del piano-carceri che il Guardasigilli, Angelino Alfano, si appresta a presentare. Nei 206 istituti di pena italiani sono recluse 67.672 persone, a fronte di una capienza regolamentare poco oltre le 43 mila unità. Un nuovo indulto non risolverebbe il problema, come dimostra il provvedimento del 2006. Lo stesso ministro Alfano, quattro giorni fa a Milano, lo ha escluso e ha annunciato che sarà«una priorità estiva l’apertura di nuove carceri». E ha promesso assunzioni nella polizia penitenziaria. Ionta, ieri a Genova per il convegno sul lavoro in carcere, e poi a Imperia in visita alla casa circondariale, pur rinviando la responsabilità politica al ministro, ha espresso parere contrario all’indulto. «La prossima settimana saremo in grado di mettere a disposizione 140-150 nuovi posti detentivi nella struttura carceraria della Spezia – ha detto -. La situazione in Liguria è grave ma è del tutto simile a quella delle altre regioni italiane. L’attenzione dell’amministrazione è alta. Se sarà possibile snellire le procedure degli iter attuativi lo farò. Genova merita una soluzione all’altezza. L’amministrazione comunale individui l’area sulla quale trasferire il carcere e la sottoponga alla nostra valutazione di idoneità funzionale». E le strutture carcerarie galleggianti che sarebbero previste nel nuovo piano?«Che siano strutture stabili o galleggianti una soluzione deve essere trovata».
Alla Spezia i lavori di ristrutturazione si erano interrotti e a Savona un contenzioso tra le imprese costruttrici ha impantanato il progetto della nuova casa di pena, condannando – è la parola – i circa sessanta detenuti a restare nel carcere di Sant’Agostino, un fatiscente convento del Duecento, riattato alla bell’e meglio. Nel piano di Ionta è prevista la nuova struttura, in località Passeggi, al confine tra i Comuni di Savona e Quiliano. Potrà ospitare 250 detenuti, ma i tempi della ripresa dei lavori sono incerti. A Imperia Ionta ha visitato la casa di pena, ultimamente alla ribalta della cronaca per due gravi episodi: l’evasione di un detenuto tunisino, Farah Ben Faical Trabelsi, 35 anni, e il suicidio di un altro recluso, Salala Dibe, anch’egli originario della Tunisia, 30 anni, che si è impiccato, il 9 luglio, con il cavo del televisore. Soccorso morente, è morto ieri. «L’evasione è un fatto gravissimo, dovuto a carenze di personale e di professionalità – ha dichiarato Ionta al termine della visita – . Stiamo svolgendo un’indagine disciplinare. Il carcere non è all’altezza. Stiamo valutando se intervenire sulla struttura».
Claudio Burlando, intervenuto al convegno col presidente della provincia di Genova, Alessandro Repetto, ha avuto un colloquio a quattr’occhi con Ionta, al quale ha illustrato le criticità del sistema penitenziario ligure. «Gli ho espresso la preoccupazione degli operatori per la situazione generale degli istituti di pena liguri e ho richiamato l’aspetto delle evasioni che si sono verificate nel carcere di Imperia. Ho anche toccato il tema della struttura di Genova-Marassi, per collocazione ma anche per qualità e quantità dei servizi, non più adeguata. È importante capire se il piano straordinario contiene una risposta anche a questo problema. Come ho detto molte volte, si tratta di una scelta urbanistica del Comune di Genova, legata anche alla volontà delle due società calcistiche. Una eventuale delocalizzazione delle carceri di Marassi potrà dare un margine di libertà in più a chi deve assumere decisioni che riguardano l’impiantistica sportiva». Ovvero, decidere il destino dello stadio Luigi Ferraris.
Renzo Parodi

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