Video shock mostra torture a prigionieri iracheni

Manifesto 15/7/09
Un video modello Abu Ghraib, quello mostrato a Londra nel corso della prima udienza dell’inchiesta pubblica sulla morte di un impiegato, Baha Mousa. Mousa, che lavorava in un hotel di Bassora, venne ucciso dai militari britannici nel settembre del 2003. La telecamera mostra i detenuti catturati nell’albergo e portati nella base britannica della città con le mani e i piedi legati, incappucciati e costretti a restare per ore in posizioni scomode, in grado di procurare dolore. Un soldato, il caporale Donald Payne del Queen’s Lancashire Regiment, a un certo punto urla a un prigioniero: «Alzati, brutta scimmia, alzati ora». Un altro militare insulta a sua volta i detenuti iracheni chiamandoli ancora «scimmie», mentre altri militari obbligano un prigioniero a «ballare come Michael Jackson». Payne è stato il primo membro delle forze armate britanniche ad ammettere di essersi macchiato di un crimine di guerra nel corso di un processo alla corte marziale, nel settembre del 2006. È stato cacciato dall’esercito e condannato a un anno di carcere per aver maltrattato i prigionieri in sua custodia. Alcune delle persone catturate insieme a Mousa hanno raccontato che i militari avevano urinato loro addosso e li avevano costretti a mettere la faccia in un buco in terra pieno di escrementi. Altri hanno dichiarato che le loro mani erano state bruciate con acqua bollente o che le loro teste erano state tenute sotto lo scarico del gabinetto. Il corpo del ventiseienne Mousa presentava oltre novantatre ferite e fratture. Il ministro della Difesa ha già versato un indennizzo di 2,83 milioni di sterline ai famigliari dell’uomo e a altri nove prigionieri maltrattati dai soldati.

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