L´Onu accusa l´Italia: immigrati maltrattati
Repubblica 15-07-09
La denuncia: un barcone di rifugiati respinto senza verifiche. E il governo replica: siamo indignati, parole ripugnanti, ora chiedeteci scusa
Migranti maltrattati dai militari italiani. Rifugiati privati dei loro diritti. Sui respingimenti è di nuovo scontro tra Onu e governo italiano. L´Unhcr denuncia l´uso della forza contro 82 africani, respinti in mare il primo luglio scorso. Il governo replica: «Accuse ripugnanti, chiedete scusa».
Al centro del nuovo scontro diplomatico ci sono due lettere inviate dall´Unhcr al governo italiano (il 2 e 7 luglio) con la richiesta di chiarimenti sul trattamento riservato agli 82 africani, per lo più eritrei, intercettati 30 miglia a sud di Lampedusa il primo luglio. Prima raccolti dalla nave militare italiana “Orione”, poi trasferiti sulle motovedette libiche. In base ai colloqui avuti dall´Unhcr in Libia, «non risulta che le autorità italiane abbiano cercato di stabilire la nazionalità delle persone coinvolte» e «da quanto dichiarato dalle stesse persone, appare chiaro che un numero significativo risulta essere bisognoso di protezione internazionale». Non solo. Secondo l´organismo dell´Onu, i militari italiani avrebbero usato la forza durante il trasbordo sulla motovedetta libica. E in base alle testimonianze, «sei eritrei avrebbero avuto necessità di cure mediche in seguito ai maltrattamenti. Inoltre i loro effetti personali sarebbero stati confiscati dai militari italiani».
Alle accuse dell´Onu, si affiancano quelle del Consiglio italiano per i rifugiati, che ha effettuato colloqui paralleli in Libia. «Un cittadino eritreo detenuto nel centro di Zuwarah ha addirittura riportato ferite alla testa – afferma il direttore Christopher Hein – provocate da bastoni elettrici».
Durissima la replica del governo italiano. Il ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi, parla di «accuse ripugnanti che offendono le nostre Forze armate». «Indignato» è il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, secondo il quale «alcuni migranti avevano tentato un´azione di forza mettendo in pericolo la sicurezza dell´imbarcazione» e che «se bastasse alzare un dito per diventare rifugiati, allora nessuna espulsione verrebbe più attuata». Dalla parte degli organismi internazionali, si schiera invece il Pd. «Quei respingimenti – osserva Anna Finocchiaro – hanno violato addirittura la Bossi-Fini». Tuona Livia Turco: «È il governo della destra che espone l´Italia a questa umiliazione con le scelte fatte in materia di immigrazione».

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