Gronda, scoppia la bagarre in Sala Rossa

Secolo XIX 15/07/2009
dibattito infuocato
Il dibattito monotematico degenera: battibecco
tra alcuni consiglieri
e il pubblico
presente in aula

«SIETE DEI CAFONI», urla il consigliere Pdl Alberto Gagliardi ai cittadini dei comitati anti-Gronda intervenuti al dibattito monotematico in Consiglio comunale sull’argomento. Gesto irridente di un altro consigliere Pdl, il pubblico si infiamma e il presidente del Consiglio Giorgio Guerello richiama all’ordine. Nessuno, tra i quaranta intervenuti sulle tribune, accenna a limitare la protesta. Guerello sale e tenta di pacificare gli animi. Più tardi altre interruzioni del pubblico sull’intervento del capogruppo Idv Marylin Fusco. Interviene ancora Gagliardi, che redarguisce urlando: «Andate a lavorare». Ed ancora parapiglia. Questa la cronaca della parte più accesa di un consiglio comunale altrimenti piuttosto vuoto di contenuti. Il resto è un puro resoconto di votazioni su ordini del giorno e mozioni. Quella del centrodestra, che chiedeva un commissario straordinario per avviare i cantieri della grande opera, viene respinta. Dall’altra parte la maggioranza – pur evidenziando una certa calcolata prudenza nel redigere i testi delle proprie contromosse – dopo l’autogol dell’ormai famigerata delibera sul Lido si rinsalda sulla Gronda, respingendo praticamente unanime l’offensiva Pdl e approvando (Sinistra e Libertà compresa) l’ordine del giorno che invita il sindaco ad andare avanti sul percorso impostato.
Due tra i manifestanti anti-Gronda presenti in sala Rossa sono stati ieri allontanati dai vigili urbani per le loro proteste troppo vivaci. Dopo i battibecchi esplosi con alcuni esponenti della minoranza, il presidente Guerello è uscito dalla sala Rossa per spiegare le modalità di svolgimento del dibattito in consiglio ed è stato circondato dai contrari alla costruzione della Gronda che hanno contestato lo «svolgimento non democratico del dibattito all’interno dell’aula». «Alcuni consiglieri hanno pronunciato interventi provocatori, e allora alcuni del pubblico sono intervenuti, ma in maniera civile – spiega Gian Piero Pastorino, tra i leader dei comitati – I cittadini, all’accusa di essere dei cafoni non ci sono stati».
Non si è parlato di tracciato due rivisitato, di indennizzi e di studi sul traffico, ma solo del percorso da seguire per arrivare a realizzare l’opera. Il Pdl vorrebbe portare subito la questione in Consiglio comunale, altrimenti affidare tutto a un commissario del governo. La maggioranza dà invece fiducia al sindaco, questa la sostanza dei documenti di ieri. In particolare la mozione del Pdl è stata respinta con 26 voti contrari della maggioranza, 14 sì dell’opposizione e l’astensione di Alessio Piana della Lega. Bocciati gli ordini del giorno dei consiglieri Pdl Campora e Basso che chiedevano di promuovere le azioni possibili per realizzare la Gronda di Levante e di declassare (dopo l’inaugurazione della Gronda) la A10 a strada urbana. L’ordine del giorno presentato dai capigruppo della maggioranza che sostiene Marta Vincenzi chiedeva di approvare tre punti: «realizzare compiutamente il programma di interventi per una città accessibile coerentemente con le linee programmatiche approvate dal Consiglio comunale per il rafforzamento del trasporto su rotaia e l’allontanamento del traffico pesante dalla città»; «procedere alla modifica del protocollo di intesa del 2006 sulla Gronda con Provincia, Regione, Anas e Aspi; presentare un nuovo accordo di programma al Consiglio comunale perché lo approvi. Un testo-compromesso (il primo punto è stato voluto dai partiti della nuova sinistra) per ottenere anche il voto degli “anti-Gronda” dell’ala sinistra. E così il documento – che sostanzialmente chiede al sindaco di andare avanti – viene approvato con 26 voti a favore, 15 contrari e l’astensione di Antonio Bruno di Rifondazione. Sì di Sinistra e Libertà, che vede al suo interno anche Arcadio Nacini, tra i capi-popolo degli anti-Gronda.
d. gri.

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