«Disabili, pochi aiuti e promesse mancate»
Secolo XIX 15/7/09
barriere: la denuncia della consulta
Duro attacco al sindaco. L’assessore Margini: «La volontà c’è»
“CARA SINDACO, sei inaccessibile”. Così suona la lettera che la Consulta Provinciale e Comunale dell’Handicap, nella sua formazione completa, ha spedito a Marta Vincenzi elencando una serie di pesanti disattenzioni del Comune nei confronti dei quasi 30 mila disabili genovesi, in buona parte anziani, che fanno riferimento a questa decennale istituzione. Che oggi sarà ricevuta dal prefetto Annamaria Cancellieri cui verranno enumerati i problemi delle famiglie e lo stato di degrado della loro qualità di vita. Scuola, trasporti, barriere architettoniche, assistenza e servizi sociali, sanità e non ultima l’estate la stagione più temibile per i più deboli e che in questi giorni si presenta con una temperatura alta. Anche per quel che riguarda gli umori delle famiglie. Raccolti dalla Consulta e condensati in una lunga lettera di j’accuse dove le aspettive deluse, le promesse disattese della campagna elettorale, i progetti eseguiti a metà compongono cinque sostenute pagine. La lettera indirizzata al sindaco Marta Vincenzi è firmata dal segretario Giacomo Piombo e dai consiglieri Puppo, Bottaro, Sessarego, Cereseto, Pienovi, Moretti, Borghi e Rolando. C’è una forte preoccupazione che emerge sopra le altre. Insieme agli assessori Morgano e Margini, la Consulta aveva firmato un protocollo d’intesa in cui si introduceva un membro della Consulta all’interno delle commissioni che dovevano decidere su argomenti cruciali per i disabili. Fra gli altri i trasporti e le barriere architettoniche nelle opere pubbliche. Ancora molto presenti, molto ingombranti dopo anni di battaglie. Ebbene, questo protocollo di intesa firmato è rimasta un’intenzione. «Prima di recarci a sporgere denuncia alla Procura della Repubblica, caro sindaco, le chiediamo perché non siamo interlocutori privilegiati come dovremmo esserlo per quel che riguarda una certa politica di interventi», chiedono i firmatari. Giacomo Piombo spiega che era stato proposto il suo ingresso a titolo gratuito dentro una commissione tecnica da creare in materia di handicap e che su questo tema c’è stato una ipotesi di accordo e poi più nulla. Il sindaco sceglie di non replicare. Ribatte, invece, l’assessore Mario Margini: «La volontà politica di rendere tutte le opere pubbliche accessibili c’è, perché”devono” essere accessibili; tant’è che con questo spirito è stato rifatto l’appalto di via Rubens. Se quell’ipotesi di accordo non si è ancora concretizzata, è una colpa e me ne faccio carico». Spiegano, Piombo e gli altri, come funziona l’Ufficio Barriere Architettoniche a Tursi: «Ha istituito un portale di segnalazione, dopo due anni, ha un organico sottodimensionato, e i pareri formulati non hanno nessun parere vincolante, né la possibilità di elevare sanzioni o imposizioni di messa a norma».
Piombo ricorda che il 10% degli oneri di urbanizzazione dovrebbe essere speso per abbattere le barriere architettoniche «ma non sappiamo più niente di come procede questa pratica e ogni volta che c’è da adattare un marciapiede, creare degli scivoli, sono conflitti con Aster». Non dimenticando che la gestione Morgano, nel 2004, aveva incaricato la cooperativa La Cruna di rilevare le barriere architettoniche di tutto il centro storico e oltre. Mappatura svolta con professionalità e con strumenti tecnologici innovativi, costato circa 120 mila euro, ma gli ostacoli che il monitoraggio segnalava capillarmente sono in gran parte ancora al loro posto. Per non parlare di alcune scuole: «In una elementare di Sampierdarena, la Mazzini, i bambini con handicap vengono portati su per le scale in braccio». E, sempre a proposito dei bambini, un gruppo di famiglie dopo una lunga trattativa con l’assessorato alle istituzioni scolastiche, si è visto ridurre le ore degli educatori per i disabili all’interno dei centri estivi. Così la partecipazione a una estate di giochi che dura tre mesi si riduce a una settimana e un giorno per ogni piccolo disabile. Quanto ai trasporti, ineccepibili quelli scolastici, 300 quelli a disposizione per i lavorativi e i riabilitativi quindi insufficienti e affidati da ottobre a una cooperativa «di cui non conosciamo nulla proprio perché si tratta di delibera non partecipata. Non affideremo i nostri ragazzi». Quanto ai Pollicino, «a pagamento e dedicati allo svago, funzionano due su cinque. E degli 800 iscritti, solo 15 al mese ne usufruiscono». Ma il tempo libero non è un diritto di tutti.
Donata Bonometti
bonometti@ilsecoloxix.it

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