Extracomunitari, via libera ai ricongiungimenti
Repubblica 14/7/09
I giudici sbloccano i visti: per oltre un migliaio si aprono le porte a Genova
Il magistrato: “Lentezza e burocrazia, ambasciate e consolati avevano bloccato gli espatri”
L´ultima normativa è più restrittiva, ma i diritti di molti nel frattempo erano stati negati
MASSIMO CALANDRI
LE ordinanze sottoscritte la scorsa settimana da Francesco Mazza Galanti restituiscono giustizia a due famiglie straniere, ma soprattutto rappresentano un precedente fondamentale in materia di ricongiungimento familiare. Sottolineando il cattivo andamento e la parzialità di consolati ed ambasciate straniere – che avevano più o meno consapevolmente allungato i tempi delle pratiche da loro gestite – il giudice genovese ha imposto il rilascio del visto a due coppie di genitori, una albanese e l´altra marocchina. Le sentenze del tribunale fanno già giurisprudenza: solo a Genova e provincia risolveranno centinaia di casi analoghi, permettendo l´ingresso regolare di oltre un migliaio di extracomunitari.
In passato il lavoratore straniero in regola, con un´adeguata disponibilità economica ed un appartamento sufficientemente grande, poteva chiedere di essere raggiunto dai genitori e farsene carico, a patto che questi non disponessero di “un adeguato sostegno familiare nel paese di origine o di provenienza”. Nell´ottobre 2008 sono stati però introdotti alcuni ‘paletti´ normativi per rendere più complicato il ricongiungimento. Con il nuovo decreto legislativo, per raggiungere il figlio ed essere regolarizzati i genitori dovevano avere compiuto entrambi 65 anni e non avere altri figli nella terra di origine. L´entrata in vigore della legge era attesa da un anno. «E guarda caso, proprio da allora le ambasciate e i consolati avevano rallentato la gestione delle pratiche»: l´avvocato Alessandra Ballerini, esperto in diritti dell´immigrazione, ha assistito le due famiglie. «Evidentemente sommersi dalla burocrazia hanno preso tempo, rinviando per mesi migliaia di fascicoli. La risposta – guarda caso – è arrivata subito dopo l´entrata in vigore dell´ultima normativa». Ed essendo nel frattempo cambiati i parametri, la stragrande maggioranza delle domande è stata bocciata. «Ma quando hanno presentato la loro richiesta gli stranieri erano in regola, i tempi si sono allungati per l´inerzia degli uffici pubblici: che colpa ne hanno gli stranieri se nel frattempo la normativa è cambiata?». L´appello al tribunale del capoluogo ligure non è stato vano. Nella sua ordinanza, Francesco Mazza Galanti ha sottolineato che «in materia di ricongiungimento famigliare la pubblica amministrazione deve provvedere all´adozione di provvedimenti nel termine di trenta giorni». Nel caso della famiglia albanese erano trascorsi dieci mesi, in quello della famiglia marocchina più di quattro. «Gli uffici pubblici non hanno assicurato il buon andamento e l´imparzialità dell´amministrazione», ha scritto il giudice, annullando il precedente diniego e ordinando l´immediato rilascio dei visti.

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