Pagina di Di Pietro sull’Herald Tribune: “Democrazia in pericolo in Italia”
Di Pietro compra pagina IHT: “Democrazia in pericolo in Italia”
ROMA (Reuters) – Mentre i grandi della Terra sono riuniti al G8 dell’Aquila sotto la presidenza italiana, il leader dell’Italia dei Valori ed ex magistrato di Mani Pulite Antonio Di Pietro acquista un’intera pagina dell’International Herald Tribune per lanciare un “appello alla comunità intenzionale: la democrazia è in pericolo in Italia”.
Secondo quanto affermato da Di Pietro sul quotidiano internazionale — edizione europea del New York Times, su cui a pagina 5 campeggia una foto dell’onorevole a tutta pagina, contrassegnata dal simbolo dell’Idv e affiancata da un lungo testo scritto in caratteri grossi — è necessario che la comunità internazionale “faccia pressione per garantire che i principi democratici della libertà e dell’indipendenza sanciti dalla Carta Costituzionale vengano rispettati, in modo da evitare che la nostra democrazia in Italia sia trasformata de facto in una dittatura”.
A causare l’allarme per la democrazia, secondo Di Pietro, il varo del Lodo Alfano — la legge che concede l’immunità alle quattro più alte cariche dello Stato nell’esercizio delle loro funzioni — che ha impedito che il premier fosse processato per corruzione nel procedimento-stralcio del caso Mills.
“In assenza del Lodo, Berlusconi a quest’ora sarebbe stato condannato per corruzione”, afferma l’ex magistrato, ricordando che nel febbraio scorso l’avvocato britannico del premier David Mills è stato condannato a quattro anni e sei mesi per corruzione giudiziaria per aver reso falsa testimonianza a favore di Berlusconi.
Di Pietro cita poi la cena privata che il capo del governo e il Guardasigilli Angelino Alfano hanno avuto a casa del giudice della Corte Costituzionale Luigi Mazzella, proprio quando la Consulta è chiamata fra pochi mesi, ad esprimersi sulla rispetto del principio costituzionale sull’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge del provvedimento.
“E’ inaccettabile che due giudici si incontrino privatamente, e senza darne conto all’opinione pubblica, con un potenziale beneficiario delle loro decisioni”, conclude di Pietro, chiedendo alla comunità internazionale di “far circolare queste informazioni”.
Ci si attende che la Consulta si esprime sulla costituzionalità o meno del Lodo in ottobre.

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