Nell’ex residenza di Mazzini vivono i clochard

Secolo XIX 09/07/2009
borgoratti
Villa Posalunga, dichiarata patrimonio culturale, versa in stato di abbandono.
Dal 1998 è fermo un progetto di recupero
L’ULTIMO ricordo di villa Posalunga, il palazzetto che fu per un quarto di secolo la sua residenza di campagna, non è stato felice per Giuseppe Mazzini: era la mattina dell’11 novembre 1829 e il fondatore della Giovine Italia fu arrestato dopo essere uscito dall’edificio per essere rinchiuso nella fortezza di Savona, da dove uscì il 2 febbraio 1831. Dopo quella data la vita di Mazzini cambiò radicalmente e a villa Posalunga il padre della patria non tornò mai più. Ma certamente se Mazzini potesse vedere oggi il palazzotto resterebbe a bocca aperta.
La villa è in condizioni pessime, nonostante sia considerata dal 1933 un immobile di importante interesse quale patrimonio culturale (circostanza ribadita in varie occasioni). Nella villa, nel giardino circostante, vivono colonie di felini, dormono clochard e si scaricano rifiuti. «È un disastro e anche una piccola vergogna per la città che ha dato i natali a Mazzini – dice Maurizio Moretti, consigliere del municipio levante che ha appena presentato una mozione sul tema (votata all’unanimità) – questa villa storica versa nel più totale abbandono, invasa dalle sterpaglie, ridotto ad angusto e antigienico rifugio per barboni. Ma il colmo è che dal 1998 esiste un progetto di recupero». Villa Posalunga è situata all’inizio di via Cadighiara a Borgoratti e ha una lunga storia, non solo perché ha ospitato Giuseppe Mazzini dal 1825 al 1829. Durante la seconda guerra mondiale fu requisita dalla Wermacht; dopo la guerra è stata una scuola elementare e materna dismessa circa vent’anni fa. La richiesta del municipio era stata quella di adibirla a ostello per la gioventù e questa proposta è stata inserita anche nei piccoli progetti di Urban Lab. Alcuni privati residenti nella zona avevano richiesto di usufruire del parco per fare posteggi e nello stesso tempo c’era un privato che pare volesse comprarla per farne una residenza per anziani.
«Il municipio levante ritiene che la realizzazione di un progetto di riqualificazione della casa di campagna di Mazzini sia necessaria e possibile», aggiunge Moretti. Rispondendo a una recente interpellanza, l’assessore Bruno Pastorino aveva spiegato che villa Posalunga, insieme ad altre tre ex scuole dovrebbe venire «conferita a RiGenova, società di cui il Comune detiene il 51 per cento e il cui oggetto sociale consiste nella promozione e attuazione di interventi di recupero edilizio e urbanistico. Anche per verificare con villa Posalunga il recupero delle risorse necessarie per la trasformazione delle altre tre scuole, soprattutto in aree della Val Polcevera, da destinare a edilizia sociale o edilizia pubblica».
Edoardo Meoli

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