Ronde e clandestini, sì alla legge Berlusconi esulta: l´ho voluta io
Repubblica 3/7/09
Bagarre al Senato, il Pd attacca: danno al Paese
Don Ciotti: non è sicurezza ma crudeltà. Appello degli intellettuali: no a leggi razziali
ALBERTO CUSTODERO
ROMA – Il ddl sulla sicurezza è da ieri legge dello Stato dopo l´ok definitivo del Senato giunto in tarda mattinata con il voto di fiducia. L´approvazione (157 voti favorevoli di Pdl, Lega, Mpa, 124 no e 3 astenuti) ha scatenato a Palazzo Madama una bagarre: i senatori dell´Idv hanno alzato cartelli con scritto “Governo, clandestino del diritto” e “I veri clandestini siete voi”, e a loro hanno risposto i leghisti – cravatte e pochette verde Padania – alzandosi in piedi, sorridenti, le mani in segno di vittoria.
Nella maggioranza, fra Lega e Pdl è tutta una gara per accaparrarsi i meriti della legge. Berlusconi dall´Aquila se ne assume la paternità: «L´ho voluta fortemente – dice il premier – per dare sicurezza ai cittadini». Ma a rivendicare la primogenitura del ddl è ovviamente la Lega, che le ronde in particolare le ha da anni nel proprio Dna. «Sono molto soddisfatto per l´approvazione del dll sicurezza che completa un anno di lavoro», commenta il ministro dell´Interno, Roberto Maroni. Ma anche gli ex An usano toni trionfalistici. Il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri si dice «orgoglioso». «È un passo avanti nell´impegno preso con gli italiani» dice il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che annuncia l´impiego di altri 1250 militari nelle città.
Al compiacimento della maggioranza si contrappongono le critiche dell´opposizione. Per il segretario del Pd Dario Franceschini, il ddl «è il prezzo che il governo paga alla Lega, ed è un danno per il Paese». Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd, lo giudica «un pugno sbattuto sul tavolo senza efficacia per la sicurezza dei cittadini». Il capogruppo dei dipietristi in Senato, Felice Belisario, boccia il provvedimento che «paralizzerà la giustizia, toglierà fondi alle forze dell´ordine e legalizzerà le ronde». Emma Bonino, radicale, definisce «aberranti» le nuove norme, mentre per il presidente dei senatori Udc, Giampiero D´Alia, «sono il frutto di paura e suggestioni». Contro il pacchetto sicurezza si è espresso anche il fondatore del Gruppo Abele, don Luigi Ciotti: «Non è sicurezza – dice – ma crudeltà». Il coro di voci indignate è nutritissimo. Comprende il commissario per i diritti umani del Consiglio d´Europa, Thomas Hammarberg («Le misure sull´immigrazione e l´asilo produrranno un aggravamento del clima xenofobo»), l´Ordine dei medici («Contrari a denunciare gli irregolari»), i sindacati dei funzionari di polizia, l´Unione delle Camere penali («Provvedimento propagandistico»), l´Alto commissariato Onu per i rifugiati Unhcr («Si avalla l´equazione immigrazione uguale criminliatà»). Un gruppo di intellettuali – da Camilleri alla Maraini a Fo – hanno firmato un appello su Micromega. net «contro il ritorno delle leggi razziali in Europa che rischiano di sfigurare il volto dell´Europa». Il testo ha provocato la reazione di Maroni. Secondo il ministro dell´Interno, «l´appello si fonda su falsità», perché non è vero – afferma una nota – che la nuova legge vieti i matrimoni misti e impedisca alle donne in stato di irregolarità di riconoscere i figli.

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