La paura di Irina e Rashid “Noi lavoratori senza timbri ora dovremo nasconderci”

Repubblica 3/7/09

Gli stranieri privi di permesso di soggiorno stimati in 650 mila

La badante moldava: “Vorreb- bero mettermi in regola, però non entro nelle quote”
VLADIMIRO POLCHI
ROMA – «La paura più grande? Ora che sono una criminale, è di essere licenziato». Norberto è un collaboratore domestico filippino. Lavora da tre anni per una famiglia romana. Andrea T., un giovane regista televisivo, ha cercato a lungo di metterlo in regola. Inutilmente. «Il mio datore di lavoro è stato onesto. Il 14 marzo 2006 – racconta Norberto – ha presentato domanda col decreto flussi: abbiamo fatto una lunga fila notturna davanti alle poste di Vitinia. Poi, per mesi, nessuna informazione. Il 19 febbraio 2008 ci è arrivata una raccomandata dello Sportello Unico: la domanda d´assunzione era stata rigettata per carenza d´informazioni». Non finisce qui. «Andrea ha partecipato anche al decreto flussi 2007. La mattina del 15 dicembre siamo stati tra i 740mila che hanno partecipato al click day». E oggi? «É passato un anno e mezzo e ancora non abbiamo ricevuto il nulla osta all´assunzione. Vorrei andare a trovare mio figlio di 2 anni, ma non posso, sono un clandestino».
Norberto è terrorizzato: «Andrea potrebbe ora decidere di licenziarmi. Lui ora infatti rischia di essere denunciato per favoreggiamento».
Come Norberto, sono tanti i lavoratori irregolari che di colpo diventano “autori di reato”: quello d´immigrazione clandestina. Quanti? Secondo la fondazione Ismu sono almeno 650mila gli stranieri privi di permesso di soggiorno: nel Nord ci sono sette immigrati irregolari ogni mille abitanti. Un esercito di “invisibili”, che potrebbero essere regolarizzati solo con i decreti flussi. Ma la lotteria delle quote prevede tante domande (nel 2007 furono 741mila) per pochi posti (170mila). E così in pochi vincono un “biglietto” da regolare. I tempi? Lunghissimi: dopo un anno e mezzo, molti non hanno ancora ricevuto risposta. Mancano infatti all´appello quasi diecimila nulla osta all´assunzione. E questo ritarda anche i lavori del decreto flussi 2008: finora sono stati rilasciati appena 2.550 nulla osta, su oltre 257mila domande. Una débacle burocratica. La colpa? Della lentezza delle Direzioni provinciali del Lavoro e di alcune Questure. Il Viminale ha provato ad accelerare i lavori, ma non tutto ha funzionato. Il buco nero? Roma: in un anno e mezzo, ha coperto il 67% delle quote assegnate.
«L´assurdo – racconta in lacrime Irina, una badante moldava irregolare che lavora vicino a Venezia – è che la mia famiglia sta cercando da tempo di mettermi a posto, pronta a pagarmi anche i contributi. Ma ancora non sono rientrata nelle quote e così oggi i miei datori di lavoro ospitano in casa una delinquente. Ora ho paura anche di andare dal medico».
Rashid è un giovane cuoco indiano. Senza di lui, un ristorante di pesce sulla costa laziale dovrebbe chiudere i battenti. I proprietari lo trattano come un figlio. Sanno quanto è prezioso. Rashid non conosce bene l´italiano. Per lui, parla il titolare del ristorante: «Vogliamo che tutto sia legale, ma ci hanno detto che quest´anno non verrà fatto alcun decreto flussi. Come facciamo? Ci vorrebbe una sanatoria per tutte le persone per bene, che vogliono solo lavorare». Rashid vive nella paura di essere fermato. «Passa la giornata al lavoro, poi si infila in casa e non mette più il naso fuori».
Pochi pensano di lasciare l´Italia, nonostante il nuovo reato. «Impossibile rifarsi una vita in patria – racconta Alan – e poi hanno paura di essere fermati alla frontiera». Alan è albanese, è un regolare. Lui ce l´ha fatta: è rientrato nella maxisantoria del 2002, targata centrodestra. «Molti amici, però, non sono ancora in regola. E a loro non resta che vivere come topi, sempre nascosti nei loro “buchi”».

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