Intercettazioni, il Garante della privacy “boccia” le sanzioni a giornalisti e editori
Secolo XIX 03/07/2009
informazione
Applaude la Fnsi,
ma il presidente del Senato, Renato Schifani, difende i contenuti
del disegno di legge
Roma. Dall’informazione globale al la tutela del privato nel nostro Paese. Il Garante della privacy, Francesco Pizzetti, ha criticato ieri il disegno di legge sulle intercettazioni approvato il mese scorso dalla Camera, parlando di «perplessità» sulle sanzioni penali contro giornalisti ed editori che pubblicano informazioni acquisite e trattate dai giudici. Nella relazione sull’attività 2008, Pizzetti ha sottolineato che «una nuova disciplina è opportuna» ma ha ribadito «perplessità sul ricorso a sanzioni penali a carico degli operatori dell’informazione». Del resto «non tocca all’Autorità fissare le regole che presiedono al rispetto della libertà d’informazione garantita dalla Costituzione, se non quando siano concretamente in discussione eventuali e puntuali violazioni della riservatezza dei cittadini», ha aggiunto. Per Pizzetti «non vi è ragione di ritenere che la regolazione in via generale della libertà di stampa abbia una diretta e immediata connessione con la tutela della privacy, che deve invece sempre essere valutata caso per caso».
«Quello del Garante della privacy è un severo monito a evitare che, richiamando ragioni di riservatezza delle persone, si voglia limitare la libertà di informazione e di cronaca, come invece prevede pesantemente il ddl Alfano»è stato il commento della Fnsi, affidato ad una nota del segretario generale Franco Siddi e del presidente Roberto Natale. Per Donatella Ferranti, capogruppo Pd nella commissione giustizia della Camera, le parole di Pizzetti «smontano alla base il principio cardine del provvedimento del governo che dovrebbe a questo punto essere ritirato».
Ma il presidente del Senato Renato Schifani, ha difeso i contenuti del ddl. «Alcuni interventi come il diritto di una persona estranea al processo, sia essa un personaggio pubblico o privato, a non vedersi sbattuta in prima pagina» a giudizio di Schifani hanno «posto finalmente un argine, vietando espressamente la trascrizione di parti di conversazione riguardanti fatti, circostanze e persone estranee alle indagini».
Tornando a Pizzetti, il garante ha sottolineato l’importanza di internet (anche «se ci rende nudi come Adamo ed Eva, mettendo così a rischio i nostri dati personali»). La Rete, ha detto, è«una forma di resistenza democratica mai immaginata prima». «Dai blog ai social network fino al recentissimo Twitter – ha sottolineato il Garante – sempre di più oggi l’informazione è il prodotto di una comunicazione continua e collettiva a livello mondiale. Quanto sta avvenendo in Iran dimostra che su questi strumenti, e specialmente sui più innovativi, poggia una forma di resistenza democratica mai immaginata prima».

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