India, essere gay non è più reato

Repubblica 3/7/09
La sentenza segna una svolta storica, cancellata una legge coloniale

Dagli attivisti alle Nazioni Unite, tutto il mondo esulta per la notizia che arriva da Delhi
PIETRO DEL RE
Nel paese dove è malvisto persino baciarsi in pubblico, con una storica sentenza l´alta Corte di New Delhi ha dichiarato che l´omosessualità non è più reato, definendo legali i rapporti gay tra adulti consenzienti e stabilendo discriminatorio il divieto che li assimilava al sesso “contro natura”. I giudici indiani hanno così eliminato una legislazione in vigore dal 1861 ed ereditata dal colonizzatore britannico, la cosiddetta “sezione 377″, che vietava appunto i rapporti omosessuali e che puniva i trasgressori con dieci anni di carcere. «È una legge che viola i diritti individuali garantiti dalla Costituzione», questa è stata la motivazione addotta dalla Corte.
La sentenza ha valore soltanto per il distretto di New Delhi, ma è verosimile che venga in fretta accolta dal Parlamento nazionale, il quale dovrebbe approvare una nuova legge in materia. In particolare andrà riformulata la norma sulla violenza sessuale, che configura il reato solo per la penetrazione uomo-donna, lasciando impuniti i casi di sodomia sui minori.
Gli attivisti per i diritti degli omosessuali hanno salutato con gioia la decisione dell´Alta Corte sostenendo che farà subito giurisprudenza a livello nazionale e che depenalizzerà di fatto l´omosessualità. In India i processi contro i gay sono molto rari, ma in alcuni casi ci sono state condanne all´ergastolo. Secondo la comunità omosessuale, la “sezione 377″ ha spesso consentito alla polizia di compiere intimidazioni e soprusi.
Il ricorso davanti al tribunale di New Delhi era stato presentato dall´associazione gay Naz Foundation. L´azione legale s´era subito scontrata con l´opposizione dei leader delle comunità musulmane e cristiane, che continuano a giudicare “contro natura” i rapporti omosessuali e offensivi nei confronti della morale indiana. Solo negli ultimi anni il governo aveva annunciato una riforma, ma ero stato costretto a fare marcia indietro su pressione dei gruppi religiosi.
Un plauso alla decisione dell´alta Corte di New Delhi è arrivato anche dalle Nazioni Unite. Susan Timberlake, responsabile dell´Unaids, l´agenzia dell´Onu per la lotta all´Aids, ha auspicato che la sentenza serva come esempio agli ottanta Paesi in cui i rapporti omosessuali sono ancora un reato, con grave pregiudizio per il contrasto della pandemia, poiché i sieropositivi sono restii a uscire allo scoperto e a farsi curare.
In India, oltre che un reato, l´omosessualità ha sempre rappresentato un tabù. Non solo nella vita comune, ma anche nella massima espressione e rappresentazione della società indiana, il cinema di Bollywood. Nessun film dell´industria cinematografica locale ha mai affrontato il problema, se non marginalmente.
Molto resta da fare in altri paesi, dove l´omosessualità può essere punita con la pena capitale: Iran, Mauritania, Sudan, Emirati Arabi Uniti, Yemen, Arabia Saudita e Nigeria.

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