Gelmini “rimandata” dai giudici
Secolo XIX 03/07/2009
la scuola
Parzialmente illegittime
le norme sui tagli secondo la Corte Costituzionale. Il ministro: «Ma l’impianto generale è salvo»
Roma. La Corte Costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittime le norme sui “tagli” alla scuola che il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha previsto a partire dal 2009-2010.
Ma i giudici della Consulta hanno di fatto salvato, ritenendolo di competenza esclusiva statale, l’impianto complessivo degli interventi contenuti nel decreto sullo sviluppo economico di cui, però, sono stati bocciati due punti: la definizione tramite regolamento ministeriale di criteri, tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica; l’attribuzione anche allo Stato (e non soltanto alle Regioni e agli enti locali) delle misure necessarie a ridurre i disagi causati dalla chiusura o accorpamento di scuole nei piccoli comuni. La sentenza è stata depositata ieri sera in cancelleria, scatenando subito le reazioni.
«Soddisfazione» del ministro Mariastella Gelmini secondo cui «la legittimità costituzionale dell’impianto complessivo è stata riconosciuta» e i punti giudicati invece incostituzionali «sono da ritenersi marginali e da tempo superati». «Per quel che riguarda il dimensionamento nei piccoli Comuni, la norma dichiarata incostituzionale risulta superata dall’articolo 3 del Dl 154/2008» ha sottolineato in una nota.
Per quanto riguarda invece criteri, tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica, il ministro ha sottolineato che «si era già proceduto a trovare un accordo nella conferenza Stato-Regioni-Enti Locali».
«Sembrano confermati gli interrogativi e i problemi che le Regioni avevano sollevato in relazione al dimensionamento della rete scolastica» ribatte però il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani.

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