Disco verde alle ronde e la clandestinità diventa reato

Secolo XIX 3/7/09

le novità
Roma. Il reato di immigrazione clandestina, la stretta sul 41bis per i mafiosi, le ronde nelle città e tempi duri per i graffitari. C’è questo, e molto altro ancora, nel disegno di legge sulla sicurezza. Il caposaldo della nuova normativa è il reato di ingresso in Italia senza permesso di soggiorno, punito con l’ammenda da 5.000 a 10.000 euro. La norma, più che convincere gli irregolari a non restare in Italia per non pagare la multa, renderà possibile denunciarli all’autorità giudiziaria. Per loro il cerchio si fa più stretto. Gli stranieri dovranno esibire il permesso di soggiorno per «gli atti di stato civile o l’accesso a pubblici servizi», sia pure con due eccezioni: l’iscrizione dei figli alla scuola dell’obbligo e l’accesso alle prestazioni sanitarie.
Centri di identificazione. La durata massima della detenzione dei clandestini nei Cie viene portata da 2 a 6 mesi; per il Viminale è il minimo necessario per ottenere il via libera a rimpatriare gli immigrati nei paesi d’origine. Affitto ai clandestini. Si rischia il carcere fino a tre anni se si dà alloggio, o si affitta anche una stanza a stranieri che risultino irregolari al momento della stipula o del rinnovo del contratto di locazione. Ma ci deve essere un ingiusto profitto.
Soldi per il permesso di soggiorno. Il permesso di soggiorno viene rilasciato o rinnovato al pagamento di un contributo, il cui importo è fissato fra un minimo di 80 e un massimo di 200 euro. Inoltre per averlo, l’immigrato deve superare un test di conoscenza della lingua italiana.
Cittadinanza dopo due anni. Requisiti più stringenti per lo straniero che si sposa con un italiano. Prende la cittadinanza italiana se, dopo il matrimonio, risiede legalmente in Italia da almeno 2 anni anziché gli attuali 6 mesi. Se fanno un figlio, il tempo si riduce a un anno. In ogni caso per avere la cittadinanza si dovranno pagare 200 euro. Il capitolo sul contrasto alla criminalità organizzata punta a fare terra bruciata attorno alle mafie, con norme più incisive sul sequestro dei beni mafiosi, sullo scioglimento dei consigli comunali e provinciali e sul carcere duro per i mafiosi. Controversa è la norma sull’obbligo di denuncia del pizzo per le imprese che concorrono ad appalti pubblici. Più duro, poi, il 41bis per i detenuti di mafia ritenuti più pericolosi, che dura quattro anni ed è prorogabile per altri quattro. Si prevedono carceri speciali solo per loro, preferibilmente nelle isole. Per i detenuti in regime speciale sarà più difficile comunicare con l’esterno.
Writers. Giro di vite sui graffitari. Chi imbratta i muri delle case può evitare la pena inflitta dal giudice solo se «elimina le conseguenze dannose o pericolose del reato», o se «non si oppone, alla prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato, comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate dal giudice nella sentenza di condanna».
Sì alle ronde. Associazioni di cittadini non armati potranno segnalare alle forze dell’ordine situazioni di disagio sociale o «eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana». Saranno iscritte in elenchi a cura dei prefetti e prioritariamente dovranno essere formate da ex agenti di polizia e ex militari.
Registro dei clochard. I senza fissa dimora saranno schedati in un apposito registro istituito presso il Viminale.

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