«Legge dannosa, istiga l’odio verso i deboli»
Manifesto 3/7/09
CASSON (PD)
Carlo Lania
ROMA
«Non solo non ci sarà maggiore sicurezza, ma il segnale politico che arriva dall’approvazione del ddl sicurezza è pessimo, e nasce dalla dichiarazione fatta tempo fa dal ministro Maroni quando disse che con i clandestini bisogna essere cattivi».
Felice Casson ne è sicuro: le nuove norme approvate ieri dal Senato non contribuiranno affatto a rendere gli italiani più sicuri. Anzi: «Al di là delle misure sulle ronde, sui Cie, delle norme a metà strada sull’obbligo o meno per medici e tutti i pubblici ufficiali di denunciare i clandestini – dice il senatore del Pd, membro della commissione Giustizia di palazzo Madama -, quello che arriva è un segnale di cattiveria, di disprezzo per determinate persone, specialmente per i più deboli e gli immigrati, senza pensare che non si può risolvere nessun problema sociale, politico, economico con la repressione.
Lei ha definito il ddl inutile e controproducente, perché aumenterà il numero dei clandestini.
E sarà così. Basta pensare ai numeri dell’immigrazione. Se facciamo i calcoli i clandestini sono più di 700 mila, tra l’altro tutte persone che lavorano come badanti, colf, lavoratori in nero. Questo vuol dire che ci saranno centinaia di migliaia di persone che quando la legge entrerà in vigore rischieranno di finire sotto processo. Se non fosse un dato tragico, solo a pensarlo verrebbe da ridere.
Con il conseguente intasamento dei tribunali, e non solo. Pur non essendo previsto il carcere per il reato di clandestinità, alla fine si rischia comunque un ulteriore intasamento delle carceri, che già oggi scoppiano.
Se la nuova normativa verrà davvero attuata, vorrebbe dire che dopo i primi processi se il clandestino verrà fermato di nuovo finirà in carcere. Quindi il problema delle carceri, e del loro ulteriore sovraffollamento, si sposta solo un po’ nel tempo, ma esiste.
Il ddl legalizza le ronde e regolamenta i buttafuori delle discoteche. Questo in un momento in cui le volanti della polizia sono ferme per mancanza di fondi. Sembra quasi che ci sia un progetto per rafforzare le polizie locali e private a danno delle forze dell’ordine.
E’ uno degli aspetti di illegittimità costituzionale che ho segnalato al Senato. Per il nostro ordinamento sono abilitate a utilizzare legalmente la forza soltanto le forze di polizia statali. Qui invece c’è un tentativo di privatizzare anche quello che è uno dei servizi fondamentali per il cittadino. A questo aggiunga che mentre la maggioranza parla tanto di sicurezza, in commissione Giustizia c’è il ddl sulle intercettazioni che va in senso diametralmente contrario. Un ddl criminale, perché da una parte favorisce la delinquenza e dall’altra cerca di cancellare la libertà di stampa. Abbiamo queste contrapposizioni a secondo a degli interessi di una o dell’altra forza di maggioranza.
Che ne pensa di un giudice della Corte costituzionale – che deve decidere sul lodo Alfano – che invita a cena premier e ministro della Giustizia?
E’ assolutamente inaccettabile. Tra l’altro quando il giudice Mazzella dice che lo rifarebbe di nuovo, non capisce che non è questo il problema: lui è liberissimo di invitare chi vuole, anche uno che è imputato, poi però non può più fargli il processo. Va invertita la sua logica. Bisogna prendere atto che come cittadino normale può fare quello che vuole, ma come giudice ha dei limiti.

HOME | MAPPA DEL SITO | CONTATTI | ISCRIVITI |
TUTTI I CONTENUTI DEL SITO SONO DISTRIBUITI SOTTO LICENZA CREATIVE COMMONS | CREDITI