Sicurezza, ultima fiducia. Fini prende ancora le distanze senato

Secolo XIX 02/07/2009
Ieri due votazioni, oggi
il pacchetto sarà legge. Sugli immigrati il nuovo distinguo del presidente
della Camera

ROMA. Il governo ha incassato al Senato la fiducia su due dei tre articoli del ddl sicurezza, modificato dalla Camera. Per stamattina è fissato l’ultimo voto di fiducia sul terzo articolo e dopo sarà approvato in via definitiva il provvedimento considerato come uno dei punti di forza del programma del centrodestra.
La fiducia posta in mattinata, che segue l’analoga iniziativa presa a maggio a Montecitorio per far approvare il ddl, è considerata dalla maggioranza come prova della determinazione del governo ad onorare le promesse fatte all’elettorato in tema di sicurezza e immigrazione clandestina. Al contrario, l’opposizione, con il Pd in testa, vede in questo ennesimo ricorso alla fiducia un segno di debolezza di un centrodestra che ha i numeri in Parlamento per farne a meno ma proprio su questo tema è diviso e sconta l’egemonia della Lega Nord, che ha sempre considerato questo ddl un fiore all’occhiello del suo impegno legislativo.
A conferma che i leader dell’area governativa hanno opinioni diverse, anche ieri il presidente della Camera Gianfranco Fini, pur non commentando la fiducia al Senato, si è distinto dal coro di assenso sostenendo che «non si può pensare di affrontare il tema dell’ immigrazione solo con politiche domestiche» perché«sarebbe come porre francobolli su una parete grande chilometri».
Plaude invece al voto di fiducia il capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri: «Dopo un anno di discussione la fiducia sottolinea la priorità di un ddl a lungo discusso e che è uno dei capisaldi della nostra azione. Per Gasparri, il Parlamento ha avuto tutto il tempo per legiferare sulla materia. Argomento ripreso dal capogruppo del Carroccio al Senato Federico Bricolo che ha elogiato l’iniziativa del governo e ha accusato la minoranza di «fare polemiche sterili». «D’altra parte – ha sostenuto – sono diventati il partito del no su ogni proposta, pure sui temi come il contrasto all’illegalità tanto sentiti dai cittadini». Sul leit-motiv del «a noi interessano i fatti e il giudizio dei cittadini» diversi senatori, soprattutto della Lega, hanno difeso la scelta del governo.
«Pongono la fiducia – ha obiettato Anna Finocchiaro – perché non hanno fiducia che tutti votino allo stesso modo, il centrodestra su questo testo è profondamente diviso». La presidente dei senatori del Pd ha sostenuto che «si sta per approvare uno dei ddl più orribili, inutili e dannosi che siano stati concepiti, la cui inutilitàè pari solo alla sua capacità offensiva nei confronti dei più elementari diritti umani: dal diritto al matrimonio, al diritto di far nascere un figlio».
Anche per il capogruppo dell’Udc dietro la decisione dell’esecutivo «c’è la paura del voto segreto e la volontà di imporre il pensiero unico leghista».
Decine di pannolini sono stati lanciati contro la sede del Senato e il cordone di forze dell’ordine, durante un sit-in organizzato dalla “Rete no al pacchetto sicurezza”. Il lancio dei pannolini simboleggia la questione delle badanti (molte delle quali da domani non saranno più irregolari, ma addirittura fuorilegge) e dei lavoratori stranieri in nero. I manifestanti hanno dato anche vita a un corteo non autorizzato, dietro lo striscione «no al pacchetto in-sicurezza».

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