Sicurezza, ma solo sotto blindatura
Manifesto 2/7/09
SENATO Oggi il voto finale sul provvedimento
Carlo Lania
ROMA
Ormai manca solo l’ultima passo, l’approvazione (prevista per oggi entro le 13 insieme al voto finale) della terza e ultima parte del maxi-emendamento in cui governo ha suddiviso il disegno di legge sicurezza imponendo per ciascuna di esse il voto di fiducia. Le prime due parti sono passate ieri blindatissime, come già avvenuto alla camera, da una maggioranza che non si fida neanche di se stessa nonostante i proclami leghisti: 162 voti a favore, 124 contrari e 3 astenuti al primo voto; 162 sì, 127 no e 4 astenuti al secondo. La Lega canta vittoria per la legalizzazione delle ronde tanto care al ministro degli Interni Roberto Maroni, ma più in generale per tutto il pacchetto di provvedimento anti-immigrati, dall’introduzione del nuovo reato di clandestinità (punibile con un’ammenda da 5 mila e 10 mila euro e l’espulsione) al prolungamento fino a sei mesi dei tempi di detenzione nei Centri di identificazione ed espulsione, alla norma che impedisce ai clandestini di iscrivere i propri figli all’anagrafe. Misure bollate più volte come razziste e criticate non solo dalle opposizioni e dalle associazioni che si occupano di immigrazione, ma anche dalla Chiesa, dall’Unione europea e dallo stesso presidente della Camera Gianfranco Fini che più volte – l’ultima solo quarantotto ore fa – ha criticato le politiche sull’immigrazione del governo. Niente da fare. Obiezioni, critiche, e ragionamenti si sono infranti di fronte all’intransigenza del Carroccio che vede nel definitivo via libera al ddl il completamento del piano sicurezza promesso ai suoi elettori da più di un anno. E così è stato.
Ad annunciare la scontata decisione del governo di porre i tre voti di fiducia sul provvedimento (che portano a 22 il numero delle volte in cui il governo Berlusconi ha fatto ricorso alla fiducia), è stato ieri mattina il ministro per i rapporti con il parlamento Elio Vito. Poco dopo il presidente del Senato Renato Schifani ha convocato al conferenza dei capigruppo dopo la quale l’aula ha respinto tutte le pregiudiziali di costituzionalità presentate dell’opposizione insieme a 160 emendamenti. Nulla da fare anche per le circa quaranta richieste di voto segreto avanzate sempre dall’opposizione. «Questa maggioranza non si fida neanche di se stessa, e per questo è obbligata a blindare tutto con la fiducia», dice il senatore del Pd Felice Casson. Oltre al reato di clandestinità e al prolungamento dei tempi di detenzione nei Cie, le nuove norme prevedono l’istituzione di una tassa di 200 euro per l’immigrato che farà richiesta di cittadinanza e una compresa tra gli 80 e i 200 euro (a stabilirlo saranno i ministeri dell’Interno e dell’Economia) per quello che invece richiederà il permesso di soggiorno. Da sei mesi a tre anni di carcere sono invece previsti per chi alloggia o affitta una stanza a un immigrato irregolare (purché ci sia un ingiusto profitto), così come la reclusione fino a tre è prevista per chi oltraggia un pubblico ufficiale(nessuna sanzione invece se è quest’ultimo a compiere un arbitrio). Prevista infine anche la schedatura dei clochard attraverso un apposito registro e la creazione di un albo per i buttafuori.
«Bene ha fatto il governo a porre la questione di fiducia per accelerare i tempi di approvazione del disegno di legge», è stato il commento di Federico Bricolo. «Le opposizioni continuano a fare polemiche sterili – ha proseguito il presidente dei senatori del Carroccio – e dissentono su tutto: d’altra parte sono diventati partito del no su ogni proposta, pure sui temi come il contrasto all’illegalità tanto sentiti dai cittadini».
In realtà al di là dei proclami della Lega, il ricorso al voto di fiducia dimostra come proprio all’interno della maggioranza non manca chi è contrario alle misure contenuto nel ddl. Al punto che, pur avendo tutti i voto per approvarlo senza ricorrere alla fiducia, il governo ha invece preferito blindare il provvedimento per evitare brutte sorprese, come già avvenuto in passato. «Al proprio interno il centrodestra s questo tema è provvedimento diviso», sottolinea infatti Anna Finocchiaro. per la presidente dei senatori Pd il ddl sicurezza è uno dei provvedimenti «più orribili, inutili e dannosi che siano stati concepiti in materia di sicurezza». «la sua inutilità – prosegue Finocchiaro – è pari solo alla sua capacità offensiva nei confronti dei più elementari diritti umani: dal diritto al matrimonio, al diritto a far nascere un figlio».
Restano i dubbi di costituzionalità del provvedimento, sui quali in futuro potrebbe essere chiamata a pronunciarsi la Consulta. Nel frattempo Rifondazione invita alla disobbedienza civile contro le nuove norme.

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