Sicurezza, il Ddl è legge, la clandestinità un reato
www.ilsecoloxix.it – 02 luglio 2009
Il Senato ha definitivamente approvato il cosiddetto Ddl Sicurezza, ora legge dello Stato. I voti favorevoli sono stati 157, quelli contrari 124 e 3 gli astenuti. Hanno votato a favore Pdl, Lega Nord e Mpa. Contro si sono espressi Pd, Italia dei Valori e Udc. DDL, il testo approvato
Ecco, punto per punto, le novità introdotte.
REATO DI CLANDESTINITÀ
L’immigrazione clandestina diventa reato. L’articolo 21 del ddl introduce nell’ordinamento il reato di «ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato». I clandestini non rischiano l’arresto, ma si vedranno infliggere un’ammenda dai 5mila ai 10mila euro, con espulsione immediata. La norma renderà obbligatorio denunciare i clandestini all’ autorità giudiziaria tranne che per i medici e i presidi per i quali è stata prevista un’apposita deroga.
NEI CIE FINO A 180 GIORNI
L’extracomunitario che arriva in Italia senza permesso di soggiorno potrà rimanere nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione) fino a 180 giorni. Ora il periodo è di due mesi.
TASSA DI 200 EURO PER LA CITTADINANZA
Per avere la cittadinanza si dovranno pagare 200 euro. Per il permesso di soggiorno invece la tassa sarà fissata dai ministeri dell’ Interno e dell’Economia tra gli 80 e i 200 euro.
QUERELLE SUI “BIMBI INVISIBILI”
Giuristi e politici si sono divisi sulla possibilità per le madri clandestine di riconoscere i figli nati in Italia alla luce del fatto che la clandestinità diventa reato. Secondo la maggioranza non ci sarà alcun problema, visto che una norma della Bossi-Fini dà la possibilità alle puerpere irregolari di avere un permesso di soggiorno fino al compimento del sesto mese del bambino. Secondo l’opposizione, alcune associazioni e diversi giuristi, il fatto che la clandestinità diventi reato ostacolerebbe l’applicazione del permesso di soggiorno temporaneo se non altro perché per l’ufficiale all’anagrafe scatterebbe immediato l’obbligo di denuncia. In più, per avere diritto ad ogni tipo di prestazione pubblica (come l’iscrizione all’anagrafe) si prevede che occorrano il passaporto o il permesso di soggiorno. In assenza dei due documenti il riconoscimento della prole non sarebbe dunque possibile. I bambini potrebbero diventare così adottabili.
CARCERE SE SI AFFITTA A CLANDESTINI
Si rischia il carcere sino a 3 anni se si dà in alloggio o si affitta anche una stanza a stranieri che risultino irregolari al momento della stipula o del rinnovo del contratto di locazione. Ma ci deve essere un ingiusto profitto.
SÌ ALLE “RONDE”
Associazioni di cittadini potranno pattugliare il territorio e segnalare alle forze dell’ordine situazioni di disagio sociale o di pericolo. Saranno iscritte in elenchi e dovranno essere formate prioritariamente da ex agenti.
“REGISTRO” DEI CLOCHARD
I senza fissa dimora saranno schedati in apposito registro istituito presso il Viminale.
CARCERE FINO A 3 ANNI SE SI OLTRAGGIA PUBBLICO UFFICIALE
Chi insulta un pubblico ufficiale rischia fino a 3 anni di carcere. Ma se si risarciscono agente ed Ente a cui questo appartiene, il reato si estingue. Nessuna condanna se è il pubblico ufficiale ad aver commesso atti arbitrari.
INTATTI POTERI PROCURATORE ANTIMAFIA
Li avevano limitati, ma ora si è tornati alla legge attuale. Pietro Grasso aveva chiesto che la norma del ddl cambiasse e così è stato.
INASPRITO IL 41BIS
Detenzione più lunga di altri 4 anni. Si prevedono carceri “ad hoc” per i boss preferibilmente sulle isole. Più difficile per loro comunicare anche con l’esterno.
NASCE ALBO PER BUTTAFUORI E AMMINISTRATORI GIUDIZIARI
Anche i “gorilla” che vigilano sulla “pace” fuori da pub e discoteche dovranno avere particolari requisiti (li deciderà il Viminale) e avranno presto un loro albo. E un albo “ad hoc” lo avranno anche gli amministratori giudiziari.
OBBLIGO DENUNCIA “PIZZO” PER COSTRUTTORI
Per partecipare alle gare d’appalto, i costruttori dovranno denunciare ogni tentativo di estorsione ai propri danni. Basterà che un pentito, anche in un altro procedimento, sostenga che ci sia stata un’estorsione senza conseguente denuncia, che l’estromissione dalla gara dell’imprenditore è assicurata.

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