Piano casa, Pd avanti tutta i Verdi provano a frenare spaccatura in regione
Secolo XIX 2/7/09
La legge discussa ieri in maggioranza. In giunta la prossima settimana
Genova. Ci sono i Verdi che puntano i piedi e il Pd che, al contrario, avanza con il vento in poppa. Al solo sentir parlare di piano casa, il capogruppo in Regione Cristina Morelli inorridisce alzando barricate che la riunione di maggioranza dei giorni scorsi non è riuscita ad abbattere: «Siamo proprio sicuri che la Liguria abbia bisogno di una legge così?».
Domanda che resta a fluttuare mentre l’assessore all’urbanistica Carlo Ruggeri si prepara a portare in giunta (la prossima settimana) e quindi in commissione e consiglio (entro la pausa estiva) una legge che da quella nazionale ha ereditato solo due capisaldi: possibilità di ampliare in media il 20% degli stabili fino a 1.000 metri cubi e del 35% se si tratta di demolizione e successiva ricostruzione. Tutto declinato «secondo equità – spiega Ruggeri – con premi e penalizzazioni volumetriche, proibizioni ed estensioni che tengono conto delle caratteristiche del territorio, dei parchi e della tipologia delle abitazioni liguri».
Le correzioni di tiro non convincono i Verdi che, nelle ultime ore, se non altro hanno ottenuto una pausa di riflessione. «Ruggeri avrebbe voluto portare il piano casa in giunta già venerdì. Abbiamo chiesto una settimana di tempo intanto per leggerlo approfonditamente e poi per cercare di stopparlo». Già perché obiettivo primario dei Verdi è tracciare una “linea Maginot” contro il piano casa. E solo se questo sfonderà, «come è intuibile» ammette Morelli, cercare di limitare i danni. A cominciare dai parchi dove la bozza di legge prevede addirittura una possibilità di ampliamento del 50% in caso di demolizione e ricostruzione altrove. «La Liguria è già sufficientemente cementificata: questa del piano casa è un’idea malsana di Ruggeri perché non esiste un obbligo di legge a farlo e a presentarlo. Soprattutto con questi tempi».
Ai dubbi dei Verdi, Ruggeri oppone le esigenze di «migliaia di famiglie che hanno bisogno di ampliare la propria abitazione o la propria attività». E il rischio di andare incontro a speculazioni? «Con interventi di 15 o 20 metri quadrati? Ma non è mica su questo che si misurano le grandi imprese e le grandi operazioni immobiliari». La dimostrazione secondo l’assessore all’urbanistica della Liguria è nei limiti posti a salvaguardia delle aree di pregio – costiere o protette come ad esempio Portofino – e in una specifica normativa ad esclusioni. Insomma la legge che prevede ampliamenti non potrà valere per gli stabili di ampie zone della costa, per quelli situati nelle aree demaniali e neppure per tutti quelli che nel corso degli anni sono già stati oggetto di (ampi) abusi e relativi condoni.
«L’intento della Regione è rendere questa operazione anche un’occasione per interventi di riqualificazione energetica con un occhio particolare alla qualità delle costruzioni e alla loro sicurezza». In nome dell’equità, «per concedere ampliamenti maggiori a chi ne ha più bisogno» spiega ancora Ruggeri, la legge prevede ampliamenti fino al 30% per edifici fino a 200 metri cubi, il 20% per strutture dai 200 ai 500 ed il 15% per immobili tra i 500 ed i 1000. Scaglioni ai quali si aggiungono i “premi”, non cumulabili e calcolati in metri cubi, che riguarderanno ad esempio gli interventi che si cureranno anche della stabilità antisismica (dal 5 al 10%) oppure che avranno un occhio di riguardo per la qualità. Gli edifici di “valore testimoniale” potranno usufruire della legge solo sulla base di una relazione tecnica e l’impiego di materiali e tecniche di costruzione “tradizionali”. Costi superiori compensati da un “premio” del 5% per ogni scaglione. E del 5% è anche il premio per i tetti in ardesia nei Comuni dove questo è obbligatorio o consentito per dare impulso al settore in forte crisi.
Rispetto alla normativa nazionale, quella ligure cancella il requisito di abitazioni mono e bifamiliari, e si limita ad indicare come tetto massimo consentito per procedere agli interventi i 1.000 metri cubi dello stabile.
Alessandra Costante
costante@ilsecoloxix.it

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