Cose dell altro mondo al Rototom Sunsplash di Osoppo
Manifesto 2/7/09
UDINE Apre il festival reggae più grande d’Europa. Previsti incontri con Serge Latouche e Beppino Englaro
Giorgio Salvetti
Un altro mondo è possibile? Sì, per dieci giorni a Osoppo (Udine). Inizia oggi e prosegue fino all’11 la sedicesima edizione del Rototom Sunsplash, il più grande festival reggae d’Europa ospitato nel parco del Rivellino, che si trasforma; non è solo musica, ma il tentativo di costruire un altro modo di vivere. Una vacanza da questo pianeta per cercarne e costruirne uno nuovo e per discuterne con grandi nomi, come il filosofo della decrescita Serge Latouche. «La nostra idea è che la rivoluzione parte dal basso, da ognuno di noi, non aspettiamo i politici», spiega Filippo Giunta, presidente dell’associazione che ha inventato il Rototom. La storia del festival traduce in pratica questa filosofia, tutto è iniziato da un gruppo di amici e negli anni è diventato un fenomeno di enorme portata, ma sempre libero e indipendente, come dimostrano le presenze in costante aumento; lo scorso anno addirittura 160 mila. In programma 150 show, 1500 artisti da 20 paesi, ma il festival è molto più di una carrellata di concerti. Innanzitutto è una comunità con tanto di campeggio, c’è la «Reggae university» che ospita le personalità del reggae, mentre la «House of Rastafari» è tutta dedicata alla cultura rasta, senza poi dimenticare che in seno al festival è nata una tv indipendente. E tutto questo sotto la benedizione di Radiopopolare, che trasmette l’evento. «Realizzare un altro mondo per dieci giorni è difficilissimo – spiega Giunta – figuriamoci cambiare davvero il mondo. Abbiamo deciso di parlarne con chi ne sa molto più di noi». Sarebbe un ottimo programma per qualsiasi movimento o partito, ma con la differenza che al posto di annoiare ed essere respingente attrae centinaia di migliaia di persone. L’8 luglio arriva a Osoppo Serge Latouche, con lui si parlerà di liberalizzazione delle droghe legge, di testamento biologico si discuterà l’11 con Beppino Englaro. Domani 3 il tema è il G8 di Genova proprio nei giorni di quello dell’Aquila con Giuliano Giuliani. «Viviamo sotto un’ombra fascistoide – sottolinea ancora Giunta – in nome della sicurezza. Anche noi abbiamo sempre dovuto sopportare una forte pressione da parte della politica e della polizia. Quest’anno la sospensione di Schengen creerà difficoltà anche agli stranieri che vogliono solo venire ad ascoltare reggae». E che reggae: Alborosie, Skatalites, Junior Kelly, Linton Kwesi Johnson, Michael Franti, Buju Banton, Capleton. Alla reggae university certa la presenza di Chris Blackwell, fondatore della Island Record. Per la prima volta in Italia arriva Bunny Wailer, fondatore dei Wailers, un pezzo di storia della musica e del movimento rasta. Non era mai venuto perché gli italiani invasero la sua terra promessa, l’Etiopia, e poi per scaramanzia: Marley morì dopo il concerto di San Siro e molti rasta si sono fatti l’idea che l’Italia porti sfiga… Bunny per cautelarsi ha deciso di devolvere il compenso in beneficenza.

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