Situazione al collasso «Oltre il tollerabile»

Manifesto 1/7/09

CARCERE – Presentato il rapporto di Antigone

Stefano Milani
ROMA
Nel carcere di Favignana, a Trapani, detenuti e poliziotti vivono e lavorano come talpe. Tutto è sotto terra: gli uffici, l’infermeria, le celle, i bagni. In quello di Brescia, le persone restano rinchiuse dietro le sbarre in media 22 ore al giorno. Al penitenziario romano di Regina Coeli si dorme per terra su materassi di fortuna, l’acqua calda è un optional e all’ultimo piano i rubinetti sono totalmente a secco. A fine 2008 è stato lanciato l’allarme sifilide. All’Ucciardone di Palermo i posti letto disponibili sono 378, ma i detenuti nel 2008 sono arrivati ad essere oltre in 700. In alcune celle da quattro dormono anche in 12, in grappoli di quattro letti a castello. Per dormire si fanno i turni tra il giorno e la notte. E i bagni alla turca sono spesso tappati con bottiglioni di vetro per evitare che i topi che escono dalle fognature fatiscenti invadano le celle.
«Oltre il tollerabile», secondo Antigone, così come è «intollerabile la condizione di vita delle persone detenute, costrette a subire gli effetti di un sovraffollamento mai visto nella storia d’Italia», fin dai tempi dell’amnistia di Togliatti nel ’46 agli albori della Repubblica. Il sesto rapporto sulle carceri redatto e presentato ieri dall’associazione che da anni si batte per i diritti dei detenuti fotografa una situazione al limite dell’emergenza. I penitenziari scoppiano: i carcerati sono ad oggi 63.460, ben 20 mila in più rispetto alla capienza consentita. In alcune regioni il numero è quasi il doppio, come in Emilia Romagna, dove il tasso di affollamento è pari al 193%, o in Lombardia, Sicilia, Veneto e Friuli, dove raggiunge il 160%. E la situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente, Antigone stima che a fine anno ci saranno 70 mila detenuti e 100 mila nel giugno del 2012, «con tassi di detenzione paragonabili ai paesi dell’est europeo». In 19 anni i numeri, sia percentuali che assoluti, sono raddoppiati: nel 1990 erano poco più di 30 mila, nel 2008 gli ingressi in carcere sono stati 92.900, ossia 15 mila in più nel giro di dieci anni. «Eppure – sottolinea l’associazione – siamo ben lontani oggi dai 3.909 omicidi denunciati nel 1991 o dai quasi 2 milioni di furti del 1999. Sono cresciute invece le rapine». La crescita, dunque, «sta tutta nella maggiore repressione penale del consumo e del traffico di sostanze stupefacenti, nella criminalizzazione degli immigrati senza permesso di soggiorno e nella punizione di quelli che non ottemperano all’obbligo di espulsione, nella maggiore severità nel trattamento dei recidivi».
A fronte di quest’ennesima anomalia tutta italiana, Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, propone tre riforme urgenti che potrebbero essere attuate per migliorare la condizione negli istituti di pena con buon senso e pragmatismo: «La riduzione dei tempi di custodia cautelare per i reati meno gravi, la rivitalizzazione delle misure alternative al carcere e la riduzione delle pene per chi commette reati di lieve entità nel campo delle tossicodipendenze», mettendo mano all’articolo 73 della legge sulle droghe, che oggi prevede un quinto comma che, a causa dell’ex Cirielli, azzera l’attenuante nei casi di recidiva. Le carceri che scoppiano sono un problema ma, avverte il presidente della Corte Costituzionale, Francesco Amirante, intervenendo ieri alla conferenza stampa, «occorre impedire che ci siano regressioni nella tutela dei diritti fondamentali con la motivazione della straordinarietà delle situazioni».
La «intollerabilità» denunciata da Antigone riguarda anche le condizioni di lavoro degli operatori penitenziari «costretti a turni massacranti» e le risorse. Un detenuto costa allo stato italiano 157 euro al giorno, ma di questa somma poco più di 3 euro sono destinati ai tre pasti giornalieri e circa 5 euro alla salute. A rischio poi è anche la salute dei detenuti. Dal 2000 al 2008, denuncia sempre Antigone, sono stati destinati 34 milioni di euro in meno alla sanità penitenziaria. Con conseguente peggioramento della salute dei detenuti: 36 su 100 soffre di disagio psichico, 1 su 2 è soggetto a trattamento con psicofarmaci, il 2,7% è affetto da Hiv. Come aumentano i suicidi, lo scorso anno 42, un terzo dei decessi complessivi.

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