Movida – Ma cinquanta ritrovi possono fare tardi in altre zone della città

ADESSO che i locali del centro storico sono costretti a chiudere alle due di notte, il popolo della cosiddetta movida sarà costretto a spostarsi dal centro storico in altre zone della città. “‘A da passà ‘a nuttata”, diceva Eduardo De Filippo. E questa, in un certo senso, era stata la filosofia del Comune quando, di fronte ai cambiamenti della città vecchia, aveva dovuto fare i conti con i giovani. Da qui la decisione di concedere, dopo la chiusura di locali storici come l’Arci Mascherona, la deroga all’orario di chiusura a più di una ventina di locali. Ora, dopo il dietro front dell’amministrazione, quel popolo di nottambuli dove andrà a finire?
Difficile dirlo. Ma l’offerta sul mercato è, di certo, all’altezza delle aspettative. Sono circa cinquanta gli esercizi sparsi in tutta la città (escluso il centro storico) che hanno ottenuto di poter rimanere aperti oltre le due di notte. Sono bar, circoli e club che avevano fatto richiesta al Comune.
Richiesta ottenuta dopo aver ricevuto il nulla osta dalla questura e dalla polizia municipale. Già, perchè la deroga non viene concessa automaticamente. Il Comune vuole vederci chiaro e analizza caso per caso, avvalendosi delle informazioni in possesso di poliziotti e vigili urbani. Verifiche che possono protrarsi per un periodo molto lungo.
E l’esito non è scontato: basta una multa perchè gli esercenti possano dire addio ai guadagni offerti dal cuore della notte.
Tanto più che adesso, dopo la decisione della Giunta, la torta in gioco è di una certa dimensione. Basta aggirarsi per piazza delle Erbe o via San Bernardo un qualsiasi venerdì sera per capirlo. Sono centinaia i giovani che affollano i vicoli con due soli obiettivi: bere e divertirsi. Con grande soddisfazione dei proprietari dei bar.
Certo, si sa, l’estate porta via clienti perchè la città si svuota progressivamente. Ma finchè c’è offerta c’è speranza: al momento, con gli esami di maturità ancora in corso, il popolo della movida, a una certa ora, si sposterà con tutta probabilità a est e ovest del centro storico. È una questione di vasi comunicanti: svuoti di qui e riempi di là.
Come visto gli esercizi che hanno la deroga per poter tenere aperto oltre le 2 di notte sono una cinquantina nel resto della città: di questi ben 19 hanno ottenuto il permesso all’inizio del 2009, avendo inoltrato la richiesta nel 2008. Con buona pace dei residenti che devono fare i conti con una concentrazione di locali per abitante che difficilmente si ritrova in altre città italiane e europee: un esercizio ogni 250, contro i 400 di Milano.
Osserveremo dunque un assalto alcolico a Sampierdarena o Nervi? Staremo a vedere.P. Cal.

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