Il Comune mette la sordina alla movida estiva
Il Comune mette la sordina alla movida estiva
30 giugno 2009 Il Secolo XIX – Daniele Grillo
NON VANNO molto d’accordo, maccaia e movida. Perchè con le finestre necessariamente aperte per il caldo non si può stare: troppo alto il rumore e sempre più bassa la sopportazione dei residenti. Mosso da lamentele plurime e da mani giunte in supplica presentate anche al cospetto del sindaco in persona, l’assessorato alla Città sicura sta pensando di azzerare il meccanismo delle deroghe all’ultima ordinanza comunale in materia di orari e pubblici esercizi.
«Dobbiamo dare una risposta alle centinaia di chiamate che arrivano in Comune per lamentarsi del chiasso provocato dai locali che chiudono alle tre o addirittura alle cinque di notte – illustra l’assessore Francesco Scidone – stiamo valutando di togliere la validità delle deroghe concesse nel Centro storico per tutto il periodo estivo». Scontato il non gradimento delle associazioni di categoria, che nei prossimi giorni verranno proprio dall’assessorato invitate a pronunciarsi anche nelle sedi opportune.
Tirare l’alba, in deroga, da qualche mese si poteva anche nell’era del proibizionismo da fracasso. Molti titolari avevano infatti chiesto e ottenuto dal Comune uno speciale permesso che consentiva di bypassare l’ordinanza del sindaco numero 168 del 16 luglio 2008, il cosiddetto provvedimento “anti-fracassoni”. In sintesi il provvedimento del sindaco prevedeva, anzi prevede tuttora, che l’attività di somministrazione si possa svolgere nell’orario di propria scelta all’interno della fascia 5 del mattino – 2 di notte (l’una per le zone di Prè-Molo-Maddalena tra il lunedì e il giovedì).

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