Pride, un successo però adesso basta coi divieti

Reppubblica 30/6/09

L´intervento

WALTER MASSA*
Il Pride 2009 ha visto una Genova festosa rispondere in maniera straordinaria. Il 27 giugno è passato ma l´impegno sui diritti procede. Genova ha ospitato indubbiamente una magnifica e straordinaria festa ma è stato indubbiamente il più grande evento politico degli ultimi anni con uno spirito e una partecipazione non trovati in altre edizioni.
Il Pride nazionale, col suo ricco e variegato percorso di avvicinamento, ha cambiato la città, ha permesso di rendere tangibile la concezione di libertà e di tutela dei diritti che hanno in testa i cittadini genovesi e probabilmente l´Italia intera.
Come Comitato Organizzatore, l´estate scorsa, abbiamo scommesso sulla «Città dei diritti» lanciata dal Sindaco Vincenzi. Forse per la prima volta, ieri si è dimostrato quanto sia importante rendere praticabile questa straordinaria idea di città e di nuova vivibilità. Non tutto è fatto e la città ne è consapevole.
E´ infatti ancora poco digeribile pensare ad una città dei diritti da una parte e dall´altra una città dei divieti. E´ una contraddizione che va superata con il confronto e la partecipazione senza logiche da sceriffi improvvisati, poco utili e francamente dannose.
La dichiarazione dei diritti dell´uomo, che ha appena compiuto i suoi primi 60 anni, si porta dentro la lotta del movimento nato in seguito agli «Scontri di Stonewall», quarant´anni orsono, quando i frequentatori dell´esclusivo e discreto locale gay di Manhattan decisero di reagire all´ennesimo sopruso della polizia di New York.
I diritti negati e quelli da riaffermare con forza sono ancora oggi molteplici, acuiti da una crisi culturale prima ancora che economica. La nostra associazione da sempre lavora per promuovere e garantire i diritti dell´uomo nelle sue più diverse sfaccettature. Oggi sono i migranti ad avere la necessità di affermare con forza i propri diritti e la propria dignità ed è un bel segnale che questo Pride abbia messo al centro della propria elaborazione il tema dei nuovi cittadini. In questi ultimi mesi non sono mancate vere e proprie campagne di criminalizzazione contro i «diversi».
Lo straniero, il diverso, l´escluso è diventato troppo spesso vittima di violenza. La paura non può che creare violenza e non dobbiamo permetterlo. Il sacrosanto bisogno di sicurezza delle persone oggi ha l´occasione di essere declinato per quello che è: un bisogno di futuro. Ed è il messaggio più bello che la festa dei diritti che è il Pride, ha regalato alla nostra città, all´intero Paese.
Lo abbiamo fatto dedicando questo Pride 2009 alle vittime della repressione in Iran – che da anni colpisce duramente gay e lesbiche di quel paese – a Maria Luisa, la ragazza di Napoli intervenuta, sola, a difendere dei giovani gay dalle violenze di alcuni naziskin dai quali è stata selvaggiamente picchiata riportando gravi ferite e a Tiziana, il transgender dell´Associazione Transgenere, che in questo momento si trova in gravi condizioni dopo aver subito un arresto cardiaco, durante il Pride di Genova. A loro e ai tanti come loro sentiamo di dedicare questo straordinario giorno di festa e di battaglia politica.

*presidente Arci Liguria

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