L’Aquila, la seconda zona rossa. «Il caos è già tra noi»

Manifesto 30/07/09

G8 Strade intasate e lunghe file davanti alle caserme per chiedere i permessi di circolazione durante il summit

Il G8, con il suo carico di caos e tensione, per i terremotati de L’Aquila e dintorni è già arrivato. Il giorno dopo l’ordinanza emessa dal prefetto Franco Gabrielli che istituisce la seconda zona rossa della città nell’area che si estende tra l’aeroporto di Preturo e la cittadella della Guardia di Finanza di Coppito, isolando di fatto interi paesi e limitando la circolazione anche pedonale su strade e arterie nodali, ieri in centinaia si sono già messi in fila davanti alle caserme dei carabinieri e di polizia per ottenere l’autorizzazione al transito.
Soprattutto, la nota del prefetto sulla «viabilità durante il G8», che nessuno nelle tendopoli ha visto, neppure i volontari della protezione civile, ma di cui tutti parlano, ha aumentato il senso di insicurezza e spaesamento. «Ma noi come faremo, con questi 120 bambini da prendere e riaccompagnare ogni giorno?», si domanda spaventata una maestra che lavora nella colonia estiva di Pagliara che da ieri ospita alcuni piccoli abitanti delle tendopoli. Nessuno sa darle una risposta, né a lei né a tutti gli altri terremotati il cui senso di claustrofobia e impotenza aumenta di giorno in giorno. Così ieri davanti alla porta dei carabinieri di Sassa, per esempio, la fila di persone in cerca di informazioni o di ottenere il «badge», senza il quale in molte zone non ci si potrà praticamente muovere durante i giorni del summit, è stata lunga e ininterrotta per quasi tutta la giornata. La questura de L’Aquila ha infatti ordinato «l’interdizione della circolazione veicolare, compresi i mezzi pesanti, nonché della circolazione pedonale», lungo tredici strade, «dalle ore 7 del 5 luglio alle ore 12 dell’11 luglio». Vietate, perfino alle greggi e ad altri animali pascolanti, tutte le strade che portano alla Scuola sottufficiali delle Fiamme gialle che ospiterà gli Otto e passa Grandi, e tutte quelle che collegano il perimetro dell’aeroporto di Preturo rimesso a nuovo e potenziato per l’occasione, nonché tutti i tratti «adducenti al centro abitato di Coppito». Off-limits anche Via San Vittorino, un’importante arteria che collega a L’Aquila tutti i comuni dell’alta Valle Aterno: Amatrice, Montereale, Campotosto, e via dicendo. Anche chi abita a Pizzoli, dove è stata montata una grande tendopoli per ospitare le centinaia di uomini dell’esercito stanziati per il summit, o a Preturo, sarà di fatto bloccato. Il consiglio, elargito a manica larga da tutti gli uomini della protezione civile, è di non muoversi in quei giorni, possibilmente non andare neppure a lavorare.
D’altra parte negli ultimi giorni è già diventato arduo muoversi lungo le tre uniche arterie che collegano i comuni del cratere e le zone est e ovest del capoluogo abruzzese, a causa dell’intensificarsi dei lavori di preparazione del summit e dell’enorme spostamento di mezzi e uomini stanziati per la sicurezza. «Non istituiremo nessuna zona rossa», aveva assicurato solo qualche giorno fa Guido Bertolaso. Una promessa che ormai è considerata dagli aquilani «solo una battuta»: con il centro storico ancora out, non è rimasto molto da interdire.

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