Allarme carceri: «Superato ogni limite di sovraffollamento»

manifesto 30/07/09

Gonnella (Antigone): «La legge sulla droga ha riempito gli istituti. E il reato di clandestinità peggiorerà ulteriormente le cose»

La legge Fini-Giovanardi sulle droghe, la Cirielli sulla recidiva e la Bossi-Fini sull’immigrazione. Si deve soprattutto a queste tre leggi se oggi le carceri sono diventate un mix pericoloso e drammatico, con un numero di detenuti che ormai ha superato ogni livello giudicato tollerabile dallo stesso ministero di Grazia e Giustizia. Non è quindi un caso se l’annuale rapporto con cui l’associazione Antigone monitora la situazione degli istituiti penitenziari, e che viene presentato oggi a Roma, si intitola «Oltre il tollerabile». Un’emergenza che rischia di diventare più drammatica con l’entrata in vigore del reato di clandestinità contenuto del ddl sicurezza, la cui approvazione al Senato è prevista per oggi. «Un provvedimento inutile e folle, che con il tempo non farà che peggiorare ulteriormente la situazione» spiega Patrizio Gonnella, presidente di Antigone.
Partiamo dai numeri: quanti sono i detenuti?
Le carceri possono ospitare fino 43 mila detenuti, il ministero giudica «tollerabile» un affollamento di 63 mila detenuti. Oggi siamo ormai a quasi 64mila, quindi abbiamo una situazione di sovraffollamento intollerabile.
Oltre all’esaurimento dell’effetto indulto, a cosa si deve questa situazione di emergenza?
L’effetto indulto è durato poco. Un provvedimento importante è stato utilizzato male sia per la riorganizzazione della struttura penitenziaria, sia perché non si è messo mano ad alcuna delle norme che poi nel tempo hanno prodotto carcerazione. In particolare la legge sulle droghe, la legge Cirielli sulla recidiva e la legge Bossi-Fini sull’immigrazione. Cito un dato soltanto: quasi il 40% dei detenuti è dentro per aver violato una sola norma, l’articolo 73 del testo unico sulle droghe, così come è stato reso più duro e pesante dalla legge Fini-Giovanardi. Solo per questa fattispecie di reato ci sono due detenuti su cinque nelle carceri.
Uno scenario drammatico che rischia di aggravarsi con l’introduzione del reato di clandestinità.
Il reato non produrrà effetti nell’immediatezza, ma nel tempo. Subito ci saranno la magistratura e i giudici di pace inondati di processi che però non si chiuderanno con una previsione di carcere.
Perché per i clandestini è prevista una sanzione amministrativa, una multa variabile tra i 5 mila e i 10 mila euro.
Esatto, tutto inutile e folle. Tu processi una persona perché clandestina,la tieni un anno sotto processo, poi la condanni a una sanzione pecuniaria che non pagherà mai, perché quale clandestino pagherà? Infine gli dai il foglio di via e lui resterà in Italia ed ecco che allora potrà intervenire la legge Bossi-Fini, la violazione dell’ordine di espulsione. A quel punto può essere che ci sia una nuova ondata di ingressi in carcere, di migliaia di persone. Consideri che solo quest’anno sono entrate in carcere, per non aver ottemperato all’obbligo di espulsione, più o meno tremila persone, ma se la legge passerà questo dato sarà almeno dieci volte più alto.
Alcuni sindacati di polizia parlano di rischio di rivolte nelle carceri. Condivide questa preoccupazione?.
I detenuti non sono organizzati come un tempo, non siamo negli anno 70 e 80 quando si saliva sui tetti e le rivolte erano di tipo politico. Oggi c’è disperazione, la rivolta è individuale, non collettiva. E’ quindi molto probabile che ci sarà un aumento di episodi di autolesionismo, di suicidi e di violenze determinate dalla disperazione.

I commenti sono chiusi.