«Così difendiamo i diritti di tutti»
Secolo XIX 2876/09
Don Gallo: «Chi canta la libertà non è contro nessuno»
Genova. «Non sarà una carnevalata», avevano avvertito gli organizzatori, e cosìè stato. Il “Genova Pride 2009″è stato invece una grande festa di musica, balli e colori che ha visto due protagonisti: i partecipanti, tanti, tantissimi, provenienti da tutta Italia e i genovesi, che hanno accolto con simpatia, ricambiata, chi chiede, come si leggeva in uno striscione, «uguaglianza e diritti per costruire il futuro».
Il corteo, partito attorno alle 17 da Piazza del Principe, è un serpentone festante che vede sfilare le sigle più diverse, dalla comunità cristiana di base Viottoli di Pinerolo alla Cgil, dai radicali ai giovani democratici, dal coordinamento omosessuali cristiani a Sinistra e Libertà, alle varie associazioni di gay e lesbiche che arrivano da Bologna, Torino, Lucca, Vicenza. Impossibile citare tutti, ma il “pubblico” assiepato ai bordi delle vie del centro dispensa sorrisi al trenino delle famiglie arcobaleno, quelle con genitori dello stesso sesso, e ai bimbi a bordo che salutano con le manine. Ma la vera ovazione è per il furgoncino con cinque o sei mamme dell’Agedo, l’associazione fondata dai genitori di omosessuali, cinque o sei signore di una certa età che non smettono di urlare “grazie Genova”, visibilmente commosse.
E il sindaco Marta Vincenzi, che si è unita al corteo nell’ultimo tratto sino a piazza De Ferrari, ha sottolineato l’aspetto della «città in festa che partecipa, continuo a dirlo agli organizzatori, vogliamo essere la città dei diritti».
Con lei, altri politici come la parlamentare del Pd, Roberta Pinotti, gli assessori comunali Andrea Ranieri e Mario Margini, e molti altri. Come Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl: «Sono qui in nome di quella grande maggioranza di gay e lesbiche italiane che non ritengono che l’omosessualità sia una condizione di opposizione e di sinistra. E anche, o forse, soprattutto in nome di quella maggioranza moderata e silenziosa (troppo silenziosa?) di elettori del centrodestra, che non pensano che l’omosessualità e, più ancora, le coppie gay siano un pericolo per l’ordine sociale e la moralità civile del Paese».
Non è giorno di polemiche, tant’è che Franco Grillini, presidente di Gaynet, commenta che «è«molto positivo dire chiaro e tondo, come ha fatto un esponente della destra come il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che i diritti delle persone omosessuali vadano affermati e garantiti, purché sia chiaro che quando si parla di diritti delle persone omosessuali da garantire si fa riferimento a tre campi: i diritti delle coppie gay, l’estensione della legge Mancino ai reati motivati dall’orientamento sessuale e lotta diffusa all’omofobia.
Naturalmente non poteva mancare il balletto delle cifre sui partecipanti. «Più di 200 mila in piazza, la manifestazione ha oltrepassato le nostre previsioni», ha detto il presidente nazionale dell’Arcigay Aurelio Mancuso, mentre secondo una prima stima della Polizia, i manifestanti sarebbero stati quarantamila.
Un po’ di pepe ce lo ha messo don Andrea Gallo: «La Carfagna è assente e la Chiesa purtroppo tentenna», ha detto da bordo del carro della comunità di San Benedetto, «sono qui con tante ragazze e ragazzi gioiosi e contenti , chi canta amore e libertà non è contro nessuno. Questi ragazzi vogliono uscire dal recinto dell’omofobia, praticamente c’è un gay pestato al giorno. È una resistenza che dura da anni e anni. Questi sono cittadini che rivendicano i loro diritti. Siamo in un grande grido di gioia».
A proposito, non è mancato lo striscione “partecipo per chi non può” seguito dai cartelli dei Paesi dove l’omosessualitàè praticamente considerata un reato. Ma c’è anche stato spazio per l’ironia, e sorrisi ha suscitato il gruppo del “collettivo etero scontente”, mentre la corona di vera star della giornata spetta a Susy Brasil, statuaria trans sudamericana che con calma olimpica ha accolto centinaia di richieste di foto con giovani genovesi. Non poteva mancare la diretta garantita dal camper di “Radio Dee Gay”, qualche nudo, qua e là, lo si è pure visto, ma ha colpito la presenza di intere famiglie con bimbi al seguito, dei Tir con gruppo musicale e scatenati nella danza a bordo, sotto gli sguardi raggianti di Luxuria e Alberto Villa, lei madrina, lui uno degli organizzatori della manifestazione.
C’è scappato anche il ferito, una giovane “volata” sul selciato da un “carro”, prontamente soccorsa dagli uomini del 118 che hanno dovuto utilizzare il defibrillatore: la ragazza, di nome Tiziana, si trova ora in prognosi riservata all’ospedale Galliera, dove una ventina di persone è stata curata per acciacchi vari.
Il corteo s’è concluso poco dopo le 21 in piazza De Ferrari, dove campeggiava la scritta “diversi da chi?”. Già, diversi da chi?
Eugenio Agosti

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