Quei clandestini caricati nelle autocisterne

Repubblica 26-06-09

Filmato shock dalla Libia. Arrivano sulle spiagge ma quasi sempre vengono arrestati

DAL NOSTRO INVIATO
LAMPEDUSA – Immigrazione clandestina, un filmato shock arriva dalla Libia. I trafficanti di essere umani, infatti, continuano indisturbati il loro sporco lavoro. Nonostante il Governo libico abbia bloccato negli ultimi mesi centinaia di extracomunitari che volevano raggiungere Lampedusa, loro, i “negrieri” continuano a lucrare sulla pelle di questi disperati che pur di tentare di arrivare in Italia cercano qualunque mezzo per raggiungere le spiagge libiche. Il filmato, che vedrete su “Repubblica Tv” e sul “Tg3″, mostra come i trafficanti continuano a “lavorare” indisturbati caricando su autocisterne, di solito utilizzate per il trasporto di liquidi, centinaia e centinaia di extracomunitari raccolti quà e là in giro per la Libia dopo mesi di lavoro come veri e propri schiavi in aziende e campagne libiche. Sono uomini, donne, bambini, con loro hanno pochissime cose e sono tutti stipati come animali all´interno delle autocisterne che raggiungono le spiagge libiche dopo centinaia e a volte anche migliaia di chilometri attraverso le piste del deserto. Ma una volta raggiunta la spiaggia libica l´amara sorpresa, trovano la polizia, spesso in combutta con i trafficanti, che bloccano le autocisterne, guidate da autisti libici, e lì finisce il loro ennesimo e drammatico trasferimento. Che li porterà nei centri di detenzione (i centri di “accoglienza”) sparsi in tutta la Libia; spesso di loro non si sa più nulla, che fine fanno o faranno. Nei giorni scorsi sulla vicenda è intervenuto il presidente della Camera Gianfranco Fini sollecitando una “visita” di deputati italiani nei centri di detenzione libici per verificare cosa accade in questi posti. Le organizzazioni umanitarie internazionali, sin dai primi “respingimenti” dall´Italia verso la Libia, non riescono a contattarli. «Li spostano continuamente – dice un operatore umanitario – e fino ad ora non abbiamo potuto concludere neanche una pratica per l´ottenimento dell´asilo politico».

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