Arriva in Italia l’omosessuale iraniano condannato dal regime di Teheran
Redattore sociale 25/06/2009
DIRITTI
Vahid Kiani Motlagh verrà trasferito domani dal centro di detenzione dell’aeroporto francese Saint-Exupery di Lione. Spetterà all’Italia conferirgli o meno l’asilo come rifugiato
FIRENZE – Vahid Kiani Motlagh, l’omosessuale 32enne iraniano condannato dal governo di Teheran e rifugiato in Francia, verrà trasferito domani dal centro di detenzione dell’aeroporto francese Saint-Exupery presso Lione verso l’Italia, primo Paese in cui, nel 2007, si era rifugiato fuggendo dalla persecuzione in Iran, nazione che prevede il carcere, la tortura e la pena di morte per i cittadini ritenuti ‘colpevoli’ di essere omosessuali in base alla legge islamica.
A renderlo noto sono Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti del Gruppo EveryOne, organizzazione internazionale per i Diritti Umani che insieme all’Associazione Radicale Certi Diritti e alla Fondazione Luciano Massimo Consoli si sta occupando del caso. ”Il tribunale amministrativo lionense – dicono – ha stabilito che, secondo la Convenzione di Dublino e il Regolamento ‘Dublino II’ spetterà all’Italia conferire o meno l’asilo come rifugiato al giovane omosessuale”.
Vahid Kiani Motlagh è stato arrestato in Francia il 25 maggio scorso e condotto nel centro di detenzione dell’aeroporto Saint-Exupery di Lione, dal quale rischiava un”imminente deportazione verso l’Iran. Il 29 maggio il giudice Peuvrel del tribunale amministrativo lionese ha rigettato la richiesta di scarcerazione; nello stesso giorno, Vahid, in quanto rifugiato e perseguitato, ha depositato una richiesta di protezione umanitaria e asilo.
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