Immigrato invalido: permesso a tempo, pensione per sempre

Secolo XIX 25/6/09
il caso
Sentenza favorevole a un marocchino infortunato sul lavoro ma senza “soggiorno” di lunga durata
SENTENZA PILOTA a Genova. Un lavoratore marocchino con regolare permesso di soggiorno – invalido quasi totalmente a causa di due infortuni e inabile al lavoro – è riuscito ad ottenere l’assegno d’invalidità che l’Inps aveva negato poiché l’uomo non risultava in possesso del “permesso di soggiorno di lunga durata”: è l’ex carta di soggiorno che si ottiene provando, tra i requisiti, anche un reddito adeguato al mantenimento.
La decisione del tribunale del Lavoro genovese arriva appena prima di un appuntamento importante. Il 2 luglio al Galata, museo del mare e dell’immigrazione, sede scelta non a caso, si svolgerà il convegno “Il diritto alla protezione internazionale”. Annunciato da Asgi, associazione sul diritto alla protezione internazionale, il simposio sarà dedicato al diritto di asilo in Italia a un anno dal recepimento delle direttive europee. Il convegno è organizzato da Asgi, Fondazione Auxilium, Ars, Comune di Genova e con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati e della Regione Liguria.
A. Q., queste le iniziali dell’uomo disabile, ha a tutti gli effetti sfidato l’Istituto nazionale della previdenza sociale. Non potendo lavorare e non potendo raggiungere un adeguato stipendio, l’ex camionista non poteva richiedere la carta: di conseguenza rischiava di perdere il permesso di soggiorno in scadenza il 24 aprile scorso e di non vedere mai arrivare l’assegno d’invalidità: «Unico modo, a questo punto, per sopravvivere» spiegano Elena Fiorini e Roberto Faure, i legali che hanno appena concluso la causa facendo leva su un accordo tra Italia e Regno del Marocco stipulato nel 1976.
La sentenza, pronunciata il 3 giugno scorso al palazzo di giustizia genovese, non soltanto riconosce le pari condizioni fra i lavoratori stranieri in regola con i permessi e quelli italiani. Ma apre un capitolo nuovo nella complicata materia del diritto internazionale: «Come A. Q, dopo tanti anni di immigrazione, sono tanti i casi di quelli che ce l’hanno fatta, vivono qua da tempo, hanno un’occupazione regolare _ puntualizza l’avvocato Elena Fiorini rappresentante a Genova di Asgi – e che possono trovarsi in condizioni di invalidità, malattia, disabilità».
I motivi per cui il camionista marocchino, da vent’anni a Genova con regolare permesso di soggiorno, è diventato un invalido se li ricorda bene: l’incidente stradale e poi quel tentato furto al camion che lui stesso ha sventato guadagnandoci un bel po’ di botte. Un pestaggio che al manovale è costato, assieme ai danni causati dalle lesioni, appunto un’inabilità permanente.
La Asl 3 ha accertato il 75 per cento di invalidità e lo ha definito “non collocabile al lavoro”. Ma nonostante questo, A. Q. s’era visto respingere l’assegno d’invalidità civile. La cifra (472 euro al mese) permette di curarsi e, al minimo, di sopravvivere. Fermo restando la complessità delle norme, a sostenere le ragioni dei legali e a convincere il giudice, è stato un accordo risalente al 1976. Si chiamava “Accordo di cooperazione Marocco-Ce” oggi sostituito dall’”Accordo euromediterraneo”: istituisce un’associazione tra gli stati membri dell’Unione Europea e il Regno del Marocco. È stato approvato avallando quindi un principio importante: «I lavoratori marocchini e i loro conviventi, recita il documento, non devono subire discriminazioni basate sulla cittadinanza», proprio per quanto riguarda la previdenza sociale. In questo ampio capitolo si leggono tra le altre, le voci maternità, malattia, invalidità, vecchiaia, reversibilità e prestazioni per infortuni sul lavoro e malattie professionali.
Secondo il Dossier statistico dell’immigrazione Caritas Migrantes 2008, gli immigrati hanno un tasso di attività in Italia pari al 72%, 12 punti in più degli italiani. La presenza di stranieri, sul mercato del lavoro, costa all’anno sul miliardo di euro. Ma in tasse, gli immigrati fruttano 4 milioni di euro allo Stato e 5 all’Inps.
Annalisa Rimassa

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