Gronda, dai verbali spunta la polemica sull’iter del progetto

Secolo XIX 23/6/09
il caso
Della Bianca (Pdl): «Le carte dicono che il sindacoha mentito». Farello (Pd): «Solo questione di sintassi»
«IL CONSIGLIO comunale dovrà, in una seduta monotematica, decidere se dare al sindaco il mandato di ridiscutere, con gli altri soggetti interessati, il protocollo d’intesa a suo tempo firmato». Queste le parole che il sindaco di Genova Marta Vincenzi ha pronunciato – stando ai verbali chiesti e resi noti ieri dall’opposizione (e in particolare dal Popolo della Libertà) – sul percorso che avrebbe osservato per arrivare allo sblocco definitivo del progetto-Gronda. Parole che il primo cittadino non ricorda o nega di aver mai detto, dal momento che pochi giorni fa ha affermato: «Non ho mai detto che il Consiglio avrebbe votato prima dell’accordo di programma». Al di là delle giustificazioni e dei verbali, è legittimo ritenere che la virata dell’itinerario “burocratico” sia motivata dai problemi sorti in maggioranza con la delibera sul Lido e dalla volontà, espressa a chiare lettere dal sindaco, di effettuare meno passaggi possibile in Sala Rossa per evitare bocciature e «trappole». Se in linea generale la coalizione si può dire rinsaldata, è vero che sul tema della Gronda alcune posizioni restano divergenti: se si votasse oggi sull’argomento, si conterebbe più di un voto contrario in maggioranza.
Ma, per focalizzare meglio la situazione, vale la pena di fare un riassunto della vicenda. Il sindaco aveva dichiarato l’intenzione, nella commissione consigliare sulla Gronda del 29 maggio, di presentarsi in Sala rossa per ottenere il mandato del Consiglio a ridiscutere con Provincia e Regione – sulla base di quanto indicato dal débat public – l’accordo in vigore dal 2006. Poi è scoppiato il caos in maggioranza sulla variante urbanistica legata al progetto del Nuovo Lido di corso Italia.
Prima è arrivata la lettera di Giorgio Guerello, presidente dell’assemblea, che indicava come motivazione alla mancata convocazione del consiglio monotematico, previsto per giovedì 25 giugno, la questione che non si era ancora deciso se convocare una commissione preliminare per ascoltare Luigi Bobbio, coordinatore del dibattito pubblico. Marta Vincenzi, dopo la riunione che ha rinsaldato la maggioranza, ha spiegato: «Il 25 andiamo da Renzo Piano, è per questo che non si farà il consiglio sulla Gronda». Poi la conferenza stampa nella quale ha assicurato che non c’è stato alcun rallentamento, e che il percorso verso il via libera alla pratica non è cambiato rispetto a quanto dichiarato in precedenza.
«Ma i verbali sono la dimostrazione che il sindaco ha mentito, e ha deciso deliberatamente di operare in senso diverso da quanto dichiarato – tuona il capogruppo del Pdl in consiglio comunale, Raffaella Della Bianca – leggendo i passaggi testuali dei verbali, ogni cittadino si potrà fare un’ idea». Contattata per un’eventuale replica, nessuna risposta è arrivata da Marta Vincenzi. «Il centrodestra ormai fa opposizione sulla sintassi – dice Simone Farello, capogruppo del Pd – Non c’è sostanza, nelle loro argomentazioni. Il fatto è: si vota o non si vota? Sulla Gronda si voterà dopo la revisione dell’accordo di programma, qual è il problema?». Antonio Bruno, capogruppo di Rifondazione-Sinistra europea, polemizza invece sulla mancata convocazione delle commissioni che avrebbero dovuto ascoltare Bobbio e i comitati no-Gronda: «Le commissioni vanno fatte prima di una decisione, non a valle di un percorso che sembra proseguire con un’adesione acritica della proposta presentata da Autostrade».
Intanto, ieri, il gruppo “Gronda di Genova”, composto da diverse realtà produttive e associazioni riunite dalla Camera di Commercio, hanno incontrato il gruppo consiliare Pdl. I consiglieri hanno assicurato la disponibilità a fare il possibile per accelerare l’iter di approvazione della Gronda, mentre i rappresentanti della Camera di Commercio hanno ribadito quanto la realizzazione dell’infrastruttura sia fondamentale per l’economia e il lavoro di Genova e del territorio. Sono stati presi in considerazione anche alcuni possibili strumenti, come quello del commissario delegato per l’emergenza socio-economico-ambientale, utilizzato nel caso del passante di Mestre. E sempre ieri, il Pdl ha confermato che chiederà l’autoconvocazione del consiglio comunale sulla Gronda e presenterà un documento per ottenere un mandato definitivo dall’assemblea sulla realizzazione dell’opera. «Sui grandi temi di sviluppo infrastrutturali siamo vicini alla maggioranza, ma non dentro la stessa», affermano il coordinatore metropolitano del Pdl e il vice, Gianfranco Gadolla e Roberto Cassinelli.

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