«Caso Eluana, nessuna violazione deontologica»

Secolo XIX 23/6/09
L’Ordine
BERGAMO. L’Ordine dei medici di Bergamo ha prosciolto il neurologo Carlo Alberto Defanti dall’ipotesi di aver violato il codice di deontologia professionale nella vicenda legata alla morte di Eluana Englaro, la donna deceduta il 9 febbraio scorso dopo 17 anni di coma vegetativo.
La notizia risale al 21 maggio scorso, ma è trapelata solo nelle ultime ore: il consiglio dell’Ordine di Bergamo, al quale Defanti è iscritto, aveva aperto un’indagine interna per accertare se ci fossero gli estremi per contestare al medico delle violazioni al codice deontologico commesse durante gli ultimi giorni di vita di Eluana, alla quale era stata tolta l’alimentazione. Defanti era stato ascoltato dal presidente dell’Ordine Emilio Pozzi una prima volta il 5 marzo, e poi ancora nel mese di aprile. Il consiglio dell’Ordine (composto da 15 medici) ha dunque prosciolto il neurologo, prima ancora dell’apertura di un procedimento disciplinare: «Abbiamo voluto andare fino in fondo – ha detto Pozzi – e dalla documentazione in nostro possesso, Defanti non ha violato il codice deontologico. C’èstata una grande sproporzione tra i fatti e le strumentalizzazioni che sono state create».

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