Preservativi nelle scuole, è polemica

Repubblica 19-06-09

Roma, mozione della Provincia. Protestano i genitori: banale e insufficiente

Il prossimo settembre nei corridoi delle medie superiori di Roma e del Lazio saranno installati distributori di profilattici. Non in tutte: solo in quelle i cui presidi decideranno di usufruire del “pacchetto” formativo anti Aids proposto dalla Provincia di Roma. È il risultato del voto del Consiglio che ieri ha approvato, con una maggioranza trasversale tra le forze politiche, una mozione per «installare nei locali o nei pressi delle scuole di istituzione secondaria superiore, in accordo con gli organi di direzione delle stesse, distributori automatici di preservativi».
Spiega il presidente della Provincia Nicola Zingaretti: «Contro l´Aids si sta abbassando la guardia: secondo i dati dell´Istituto di Sanità diminuiscono le morti ma aumenta la diffusione, soprattutto per via sessuale, e uno su quattro dei contagiati non sa di essere ammalato. Per questo, tra i pacchetti formativi che ogni anno la Provincia offre alle scuole, da quelli sull´ambiente a quelli sulla memoria, abbiamo deciso di prevederne uno di educazione sessuale, accompagnato dall´installazione di distributori di profilattici».
La novità sta già facendo discutere. Mentre il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio denuncia «una ridotta percezione del rischio che potrebbe portare ad una recrudescenza della malattia» per cui tutti i mezzi vanno bene, per il Moige, il Movimento dei genitori, «installare i distributori di preservativi nelle scuole è un´azione banale e insufficiente». Per il preside dello storico liceo Mamiani, Cosimo Guarini, invece, l´idea è buona, ma va accompagnata da «incontri, riflessioni, formazione all´educazione sessuale, campagne di informazione sul tema dell´hiv. I ragazzi sono abituati ad avere rapporti sessuali frequenti. È bene educarli. E chi se non la scuola deve aiutarli?»
Anche per l´immunologo Ferdinando Aiuti la cosa più importante è l´educazione alla sessualità, per questo il distributore da solo non gli sembra una buona soluzione: «A scuola non si va per fare sesso, dunque sono contrario all´installazione di distributori all´interno degli istituti. Appena fuori dalle scuole però sono favorevole all´installazione, previa autorizzazione dei presidi, anche se in un contesto di informazioni corretta: perché prendere un preservativo non è come prendere un panino o una coca cola». Per il presidente dell´Arcigay di Roma Fabrizio Marrazzo invece l´iniziativa è buona ma il rischio è piuttosto che gli istituti la eludano: «Purtroppo la mozione non è vincolante per via dell´autonomia scolastica e per questo è necessario che le scuole vi si adeguino». Lo scrittore Federico Moccia, esperto “sul campo” di giovani per il successo tra di loro dei suoi libri, considera l´introduzione dei distributori di profilattici «un´ottima cosa, visto che serve a dare tranquillità ai giovani, perché non rischino di ritrovarsi a dover affrontare problemi più grandi di loro». «Un passo in avanti introdurre i distributori di preservativi alle superiori», per Tito Russo dell´Unione degli Studenti, «noi abbiamo proposto questa sperimentazione anche in altre città e siamo contenti che la provincia di Roma abbia preso questa decisione. Ora la nostra campagna mira a rendere gratuiti i preservativi nella fascia di età dai 16 ai 30 anni».
(Ha collaborato Tea Maisto)

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