Maggioranza, è pace ma slitta la Gronda
Secolo XIX 10/6/09
la verifica
Rinviato il dibattito sul progetto. Vincenzi: «Con me, o tutti a casa»
«LA MIA PRIMA sfida dopo la “pace” tra gruppi e partiti? Trovare qualcosa di aperto per fare da mangiare stasera». All’uscita del vertice tenutosi nel suo ufficio al piano nobile di Tursi stempera con una battuta, il sindaco Marta Vincenzi, il clima di tensione di questi giorni. L’aria malsana del Lido non è poi così lontana, ma a nasconderla nel crepuscolo di Palazzo Tursi ci sono molti sorrisi. Il primo è quello del sindaco-Gorbaciov (il paragone è suo) aggrappata alla Perestrojka che «cambierà la sinistra della città cancellando corporativismo e conservatorismo», l’altro – un tantino più stentato – è quello di Stefano Anzalone e degli altri consiglieri di Italia dei Valori, riportati mansuetamente all’ovile. E poi ci sono quelli degli altri segretari provinciali di partito, che hanno di fatto confermato al primo cittadino appoggio al programma e alle sfide future. Nell’accordo siglato riunioni mensili tra i segretari provinciali e i capigruppo di tutti i partiti della coalizione, condivisione a luglio delle linee e delle varianti che faranno il futuro urbanistico della città, il rinvio a data da destinarsi («Prima dovranno pronunciarsi Regione e Provincia») della discussione sulla Gronda – che rimane un punto di divergenza – piena condivisione sulla necessità di decidere sull’impianto finale di smaltimento dei rifiuti.
«Il percorso può essere migliorato, ma siamo tutti d’accordo sull’andare avanti. Tutto bene», ha detto la Vincenzi tra gli esponenti di gruppi consigliari e segreterie provinciali al piano nobile di Tursi. Significa che i voti, in occasione delle prossime decisioni in Consiglio, non mancheranno più? Che non ci saranno altri casi-Lido? «Un po’ schematico ma tradotto si potrebbe dire che è così».
Si parlerà presto di gassificatore e non si ripartirà – come era da programma – dalla Gronda: proprio ieri il presidente del Consiglio comunale Giorgio Guerello ha inviato una lettera che annuncia il rinvio del consiglio monotematico in programma per giovedì prossimo. «Non lo sapevate? – chiosa il sindaco all’uscita dal vertice – il 25 avevamo messo in conto che andremo, con tutti i consiglieri, nello studio di Renzo Piano per parlare della convenzione tra il Comune la sua Fondazione e del nuovo piano regolatore». Qualche ora prima era apparsa meno serena, Marta Vincenzi. Aveva paragonato la sua giunta al «villaggio di Asterix». «Qui – ha detto – nelle ultime elezioni il centrosinistra ha retto. A Torino è andata in un altro modo, come a Biella e Brescia. Genova è il vero e primo oggetto del desiderio». Attacchi «ogni sei mesi e su qualunque cosa» per conquistare il villaggio, scontri continui con «un’opposizione che non fa politica facendo proposte». Nemmeno attraverso l’opportunità che – a suo dire – il sindaco aveva dato loro consegnando «come fanno i liberal» la presidenza della prima commissione nelle mani di Enrico Musso. Proprio in mattinata aveva anticipato la domanda che avrebbe rivolto ai partiti la sera: «Contano di più i partiti o il sindaco, nelle priorità che avete in mente? Se i singoli hanno come obiettivo la volontà dei partiti di ricollocarsi, si entrerà in continua collisione. E alla prossima occasione andremo tutti a casa». Poi il paragone che vola “alto”: «Il mio tentativo è quello di riformare la sinistra rimanendo a sinistra. Una roba difficilissima. È il tentativo che fece Gorbaciov». «La garanzia che chiedo? I voti in consiglio comunale».
Detto fatto, alla fine della giornata le due ore di confronto allargato rinsaldano la maggioranza. Ma hanno l’immediata conseguenza di rivedere le agende. «Il partito democratico si sente importante alla pari di tutti in questa maggioranza – è la prima dichiarazione di Simone Farello, capogruppo Pd – ovvio che su alcune questioni ci sono ancora elementi da sviluppare». La Gronda, appunto, se ne riparlerà solo dopo che Provincia e Regione avranno detto la loro. Unanime accordo sulla necessità di chiudere col ciclo dei rifiuti. «Altra cosa fondamentale sono i nuovi provvedimenti sull’urbanistica», prosegue Farello. Verifica sulle varianti al Puc prevista per i primi di luglio, momento in cui si tornerà a esaminare anche il Lido. Sulla moschea «nessuna discussione, si era già votato». Rientrate dunque le posizioni avverse al progetto di Italia dei valori, il partito ha anche ottenuto garanzie su una maggiore rappresentanza in giunta. Soddisfazione di Comunisti italiani e Sinistra e libertà, stretta di mano tra il sindaco e Umberto Lo Grasso, unico rimasto Ulivo. Il rimpasto di giunta potrebbe essere molto vicino, più del previsto, a Tursi circolano nuovi nomi. Idv presenterà una rosa di almeno tre nomi, sarà il sindaco a scegliere. Dentro potrebbero esserci il coordinatore metropolitano Giovanni Dettoni e il vicepresidente del Municipio Bassa Valbisagno Franco Massimi. Un grande nome potrebbe arrivare a occupare la poltrona di Francesca Balzani: si tratta di Enzo Roppo, docente universitario di Diritto privato, dato in queste ore più probabile di Sara Armella, che rimarrà presidente Spim. La vera sorpresa? Potrebbe però essere il consigliere Pd Gianni Vassallo, ex Dc e presidente di Ami stimato dalle forze del centrosinistra, ma non solo. Per l’assessorato che spetta ai Verdi si pensa, inoltre, ad Andrea Brignolo, commissario provinciale del partito. Le riserve verranno sciolte nelle prossime settimane, e non è detto che portino all’uscita di altri membri della giunta.
daniele grillo

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