I due rivali chiusi insieme nella gabbia del corano

La Stampa – di MIMMO CÁNDITO
Quando Obama dice che non v’è poi molta diversità tra Ahmadinejad e Mousavi, non si lascia tentare da alcuna eresia politica: i due leader iraniani si muovono, infatti, all’interno di una gabbia dorata che li accomuna, quali che siano i loro programmi politici. La gabbia si chiama «Velayat-e faqih», che in persiano significa «Tutela del giurista» ed è la dottrina che Khomeini s’inventò per rendere inattaccabile il potere del Potere. L’esperto della legge di Dio – l’ayatollah, nello specifico – è l’interprete unico della volontà divina, e ogni esercizio di autorità deve dunque piegarsi all’interpretazione che viene data alle parole della shari’a. Non v’è potere politico, non v’è forza di partito, o di movimento, o di opinione, che possa contrastare quanto il «velayat-e faqih» ha deciso.

Come il cattolicesimo ebbe la sua Riforma, allo stesso modo nell’islam il percorso della «riforma» che taluni tentano va ben al di là di quanto possano predicare i Mousavi,i Khatami, o i loro seguaci nelle piazze. E il Martin Lutero di questa riforma è un mite professore di filosofia, Abdel Karim Soroush, occhiali spessi, una piccola barba sul mento, che ora insegna a Harvard anche se è iraniano di antica discendenza.

A Harvard c’è dovuto andare per salvarsi la pelle, perchè i gruppi studenteschi di Ansar-e Hizbullah lo avevano preso di mira e lì insegnava che se la religione è la forma della rivelazione divina, eterna, immutabile, invece l’interpretazione della religione si basa su fattori sociali e storici. Ma introdurre il principio che l’interpretazione del Corano e della shari’a vada storicizzata, e che vi possa essere una lettura «non autoritaria» e non dogmaticamente definita della legge, significa minare alla base il concetto del «velayat-e faqih», sottrarre ciè il potere al Potere dell’ayatollah e del Consiglio dei guardiani. Dopo l’ultimo attacco dei bastonatori, Soroush scrisse una lettera al presidente Rafsanjani dove chiedeva: «Ma questo paese, ha proprio bisogno di un Galileo o di un Giordano Bruno?». Un antico proverbio iraniano dice. «Non far salire mai il mullah sul tuo asino. Non ne scenderà più». Soroush oggi vive in America.

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