Alfano: «Presto 24 nuove carceri»
Secolo XIX 18/6/09
la festa della polizia penitenziaria
E il Capo dello Stato denuncia: in Italia, eccessivo sovraffollamento degli istituti di pena
Roma. E’ stato il sovraffollamento carcerario il leit motiv della festa per il 192° anniversario di fondazione della Polizia Penitenziaria, un problema che preoccupa anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ospite d’onore del palco del Baschi Azzurri, allestito quest’anno sotto l’Arco di Costantino a Roma. Per il ministro della Giustizia Angelino Alfano, il sovraffollamento dei penitenziari è«sempre al centro» dell’attenzione dell’Esecutivo ma, comunque, non si risolve «con gli inutili perdonismi del passato, che non hanno avuto effetti stabili e duraturi». Sorriso sul viso del ministro dell’Interno Roberto Maroni, seduto poco distante dal Guardasigilli, vicino al presidente del Senato Renato Schifani e a quello della Camera Gianfranco Fini. «Questo governo – ha quindi sottolineato il Guardasigilli in un crescendo – non arretrerà di un millimetro sul fronte della sicurezza sociale e della certezza della pena, senza la quale i cittadini onesti rimangono spesso disorientati e la minoranza che delinque si rafforza nella convinzione di una sostanziale impunità». Dopo tutto, la “pax secura”è stata promessa in campagna elettorale dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ospite anche lui della Festa, «sostenitore e testimone», secondo il suo ministro, della «nuova moralità della politica», proprio perché fautore del detto «chi governa deve fare ciò che ha detto di voler fare quando ha chiesto la fiducia dei cittadini».
Quindi, per cercare di tener fede alle promesse del premier e risolvere una volta per tutti il problema della crescita dei detenuti, Alfano ha sciorinato tutta una serie di interventi previsti, che inizieranno con l’approvazione «a breve, in Cdm», del piano carceri e che si concluderanno nel 2012, quando, grazie al progetto del commissario straordinario Franco Ionta, presidente del Dipartimento dell’amministrazione penitenziara, verranno messi a disposizione 17.891 nuovi posti-detenuto, la costruzione di 48 nuovi padiglioni in ampliamento a strutture preesistenti, la ristrutturazione di due istituti penitenziari e la costruzione ex novo di 24 case circondariali. Fino ad allora, però, resta la desolante fotografia scattata dai numeri registrati all’alba di oggi. «Alla data del 16 giugno – dati forniti dallo stesso Guardasigilli – a fronte di una capienza regolamentare di 34.201 posti e di una tollerabilità di 63.702 posti detenuti, la popolazione carceraria era pari a 62.961 detenuti, con una massiccia presenza nelle nostre carceri di detenuti stranieri, il cui numero è pari a 23.442 unità e dunque a quasi il 40 per cento del totale». Ecco perché il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel «ringraziare» gli agenti del corpo ha parlato di un contesto particolarmente complesso della gestione carceraria, «reso ancor più problematico dal fenomeno del sovraffollamento».
L’allarme di Napolitano è condiviso dal capo del Dap Ionta: «le difficili condizioni che il sistema penitenziario sta vivendo a causa del sovraffollamento», ha detto, impongono «la massima allerta» e soluzioni «non più rinviabili». Alfano, dal canto suo, ha quantomeno cercato di smussare gli angoli di quello che appare come un problema di difficile soluzione. Al di là dell’oggettività dei numeri, secondo il Guardasigilli «siamo su livelli di allarme per i quali è prevedibile un ulteriore incremento della popolazione carceraria, per la cui gestione, ancora una volta, sono certo di poter contare sulla pazienza, sulle capacità operative, sul senso del dovere e sullo spirito di sacrificio di tutte le donne e gli uomini della polizia penitenziaria, cui dovranno necessariamente seguire interventi strutturali non più rinviabili».

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