Aggressione razzista a Cogoleto: «Dieci anni per Livio Panizzi»

Secolo XIX 18/06/2009
il processo sul caso del ventenne ridotto in stato vegetativo
La sentenza sarà letta
dal giudice la settimana prossima. Le parti civili chiedono 3,5 milioni,
la difesa l’assoluzione

STEVE sognava di diventare un medico. Ora attende giustizia, disteso nel suo letto, ridotto come un vegetale, senza la possibilità di esprimersi e comprendere. Steve è il ragazzo albanese di vent’anni che la sera del 22 ottobre dell’anno scorso fu colpito alla testa con una chiave inglese, al termine di una rissa in strada, davanti alla stazione di Cogoleto. Ieri si è concluso il processo contro l’italiano che lo aggredì, Livio Panizzi, 23 anni. Per lui il pm Vittorio Ranieri Miniati ha chiesto 10 anni di reclusione, già sottratto lo sconto del rito abbreviato (per un altro giovane albanese, difeso dall’avvocato Alessandro Sola, il pm ha chiesto un anno). Per i famigliari della vittima, i legali Giuseppe Tortorelli e Gabriele Contardo hanno chiesto un risarcimento di 3,5 milioni di euro. Fu un tentato omicidio scatenato dal razzismo, secondo l’accusa. Steve e Panizzi si conoscevano. Il primo, albanese, ragazzo mite, studente modello, mai un guaio con la giustizia. Il secondo, un giovane italiano dal fisico prorompente, già finito nei guai per un tentativo di furto alle giostre per i bimbi di Varazze, personalità forte e una antipatia irrefrenabile nei confronti di Steve, nata da un primo diverbio all’oratorio, montata col tempo e sfociata in minacce via sms e di persona, e in almeno un’aggressione. «Sei uno sporco albanese e non puoi avere una fidanzata italiana», questa una delle frasi rivolte al ventenne, secondo le testimonianze. Questo il clima che precedette la rissa. Secondo la difesa, sostenuta dal legale Emanuele Lamberti, tutto va rovesciato. Fu Steve a colpire per la prima volta Panizzi nel 2006, a scatenare in lui un’antipatia «che non ha fondamento nel razzismo». E così quella sera, quando l’italiano tornando in auto dalla palestra fu bloccato dai tre albanesi. Per il legale non importa che Panizzi avrebbe potuto salire in auto e battere in ritirata, perché la via era libera. Per la difesa l’italiano fu affrontato da tre ragazzi albanesi e si difese, attaccando. Martedì la sentenza.

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