Tra gronda e moschea le spine della giunta
Secolo XIX 17/06/2009
gli altri nodi con dipietristi e sinistra
Domani verifica di maggioranza. Il monito dell’Idv:«Il sindaco non può pensare di far passare ciò che vuole»
Con 34 sì, 2 no, 2 presenti non votanti la variante al Puc del Galliera è passata nonostante
le titubanze della maggioranza.
«NON CI INTERESSA l’assessorato in più se questo significa turarci il naso e votare anche le pratiche, come quella del Lido, che non ci piacciono. Non siamo qui per le poltrone, ma per tutelare l’interesse dei cittadini. Neppure il centrodestra avrebbe presentato un progetto che prevede la costruzione di villette in riva al mare da 15 mila euro a metro quadrato. Oltretutto in barba alla salvaguardia del litorale prevista nel nuovo Puc. Il sindaco deve imparare a confrontarsi con la maggioranza, non può pensare di far passare quello che vuole».
Giovanni Paladini, coordinatore regionale regionale dell’Idv, alla verifica di maggioranza fissata domani a Palazzo Tursi da Marta Vincenzi con tutti i segretari di partito, capigruppo e consiglieri comunali, non andrà per chiedere scusa. Ma per approfondire gli altri temi potenzialmente scivolosi, come e più del Lido, per il sindaco e la sua squadra. A cominciare, dalla moschea al Lagaccio: «Sulla localizzazione non siamo d’accordo, voteremo contro», ricorda Paladini. Su altri argomenti caldi, come il progetto della Gronda autostradale che approderà in aula giovedì 25, Idv promette di serrare i ranghi. Ma ci pensa la sinistra radicale a scompaginare le carte: «Per noi la Gronda è un macigno, il dibattito pubblico ha dimostrato che l’opera non è indispensabile», ricorda il capogruppo di Rifondazione, Antonio Bruno. Le nette divergenze tra Idv e Rifondazione, altalenanti nel sostengo al sindaco, erano già emerse sul progetto del nuovo Galliera e di Iride. Senza contare i numerosi voti contrari dell’Ulivo, solo nominalmente inserito nella coalizione al governo. Mai, però, le spaccature interne alla maggioranza erano sfociate in una clamorosa e pubblica bocciatura di una delibera di giunta, tra l’altro considerata strategica nel programma della Vincenzi. Ieri, in Sala Rossa, il voto contrario dei dipietristi sulla variante urbanistica del Lido ha avuto l’effetto di un terremoto. Scontata la domanda che il sindaco ha rivolto agli alleati, ieri pomeriggio, pochi minuti dopo la chiusura della seduta consiliare: esistono ancora le condizioni per andare avanti? Vincenzi non ha mai pronunciato la parola dimissioni ma ha chiesto con forza garanzie per un rilancio della propria azione di governo. Il confronto abbozzato ieri sarà meglio sviscerato nel vertice di domani con le segreterie.
Lo scossone è stato così forte e improvviso da spiazzare, al di là delle affermazioni ufficiali, gli stessi consiglieri Idv (su cinque, era assente solo Manuela Cappello) che hanno votato no assieme a Ulivo, Verdi e Antonio Bruno di Rifondazione comunista. Non è un caso che, ieri mattina, prima del bailamme in aula, Nicolò Scialfa, dipietrista ed ex Rifondazione, fosse incerto tra il voto a favore e l’astensione. Ma, poi, ha prevalso la linea unitaria del no dettata personalmente da Paladini. Che, pure, il giorno prima aveva stretto un patto di ferro politico con Mario Tullo e Victor Rasetto, segretari regionale e provinciale del Pd, in vista delle prossime regionali. Un modo per alzare la posta? Forse. Di sicuro, il responsabile ligure dell’Idv ha voluto rimarcare l’autonomia del proprio partito non solo dagli alleati ma anche dal sindaco. L’obiettivo è rafforzare l’identità politica dell’Idv per difendere e, possibilmente accrescere, l’ottimo consenso elettorale incassato alle Europee. «La promessa di un peso maggiore in giunta per l’Idv non può essere usata come arma di ricatto», ha sibilato Paladini: «La priorità non è la riqualificazione del Lido ma quella delle periferie».
Il primo e il secondo partito della coalizione, all’indomani delle “nozze”, sembrano già ai ferri corti. «Sono esterefatto per il comportamento della minoranza che si oppone per partito preso – ha dichiarato ieri Rasetto – ma anche per l’atteggiamento dell’ Idv che ieri pareva aver stretto un’intesa col nostro partito: oggi, invece, è cambiato tutto». Anche il leader provinciale dei democratici, come il sindaco, invoca «una verifica immediata con tutte le forze della maggioranza». Ci sarà domani, perché oggi Vincenzi aveva già previsto una trasferta a Bruxelles che, dopo qualche titubanza iniziale, ha ritenuto di non dover rinviare. «In fondo non è mica caduto il muro di Berlino», prova a minimizzare Simone Farello, capogruppo del Pd a Tursi. In molti vorrebbero archiviare la seduta di ieri. come un incidente di percorso. Ma le parole di Stefano Anzalone, capogruppo Idv in Comune, riportano alla realtà: «Se dalla verifica di maggioranza venisse fuori che non ci sono spazi per un rilancio della coalizione, tutti ne prenderemo atto responsabilmente». La parte più difficile sarà recuperare la fiducia del sindaco nei confronti del consiglio comunale: «Se l’atteggiamento è questo – ha minacciato Vincenzi – mi limiterò solo a informare l’assemblea su decisioni importanti come la megavariante di salvaguardia urbanistica che stiamo definendo».

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