Ecco la prima casa “domotica”

Secolo XIX 17/6/09
è una novità in italia
Venerdì apre l’alloggio per disabili delle Opere Sociali, un gioiello di tecnologia
Savona.

Savona conquista un posto di avanguardia in ambito sociale con l’apertura della “Comunità Familiare per Disabili”, un alloggio ubicato in centro città, completamente ristrutturato, privo di barriere architettoniche e costruito secondo la tecnologia domotica. Realizzata dalle Opere Sociali grazie a un contributo regionale, con la collaborazione dei Distretti sociosanitari savonesi, dell’Asl e in particolare dell’Unità Spinale del Santa Corona, la nuova struttura pubblica, unica in tutta Italia, verrà inaugurata venerdì prossimo alle ore 11 e sarà in grado di ospitare contemporaneamente, per un massimo di sei mesi, quattro paraplegici da lesioni spinali, con eventuali accompagnatori, costituendo l’ambiente di passaggio ideale dopo le dimissioni dall’ospedale e prima del rientro a casa, dove il disabile per aiutarlo a reinserirsi nella vita quotidiana. La struttura nasce da un’esigenza espressa alcuni anni fa proprio dal direttore dell’Unità Spinale del Santa Corona che aveva palesato le gravi difficoltà a cui vanno incontro le persone vittime di incidenti che, dopo la degenza ospedaliera, devono far rientro nelle proprie abitazioni. La “Comunità Familiare per disabili”, progettata dal geometra Claudio Berruti delle Opere Sociali, costituisce un ambiente in grado di agevolare e accompagnare le persone a conquistare una vita autonoma grazie, in particolare, alla tecnologia domotica. La domotica, detta anche “home automation”, è la disciplina che si occupa di studiare le tecnologie atte a migliorare la qualità della vita nella casa grazie all’automazione, completa o parziale, dei sistemi abitativi. Nell’alloggio delle Opere Sociali la scelta è stata quella di un’automazione parziale proprio col fine di spingere gli ospiti ad avvicinarsi, secondo le proprie possibilità, a una vita più simile a quella che incontreranno al rientro a case. Luminoso e ampio – la superficie è di circa 140 metri quadri – l’alloggio, situato in via Boselli, è accessibile tramite ascensore. La porta d’ingresso, come le altre interne, è scorrevole e si apre schiacciando appositi tasti che garantiscono la totale privacy grazie a blocchi a comando dall’interno, controllabili, in caso di emergenza, da dispositivi esterni. Ogni stanza, completamente autonoma con aria calda e fredda, è dotata di letto che, grazie a sistemi tecnologici, si può abbassare, alzare e regolare all’altezza desiderata per agevolare la salita e la discesa. Dal letto, sempre tramite speciali dispositivi, è possibile aprire e chiudere le persiane, regolare l’altezza del comodino, usufruire della linea citofonica privata e di un personale telefono. Tutti gli impianti sono garantiti da un gruppo di continuità che assicura 18 ore di autonomia, mentre il bagno è privo di ogni barriera architettonica. Ma forse la cosa più sorprendente e innovativa della casa è la cucina a cui si accede da una sala da pranzo comune. Si tratta, in apparenza, di un punto cottura simile a quello di ogni casa con pianale per cucinare, lavandino, piano con fornelli elettrici, frigo e forno. La differenza consiste nel fatto che i moduli degli armadi della cucina, tramite impulso elettrico, sono in grado di scendere all’altezza desiderata in modo da permettere agli ospiti di prelevare l’occorrente per cucinare. Una scelta importante proprio per facilitare la conquista dell’indipendenza e la possibilità, in modo autonomo, di preparare il proprio pasto. Alla struttura, aperta non solo ai residenti ma rivolta a tutta Italia, si accede attraverso l’Unità Spinale di Santa Corona, dove il dottor Antonino Massone valuterà le domande di inserimento. Gli ospiti dovranno sostenere una retta mensile che comprende il soggiorno e l’assistenza di personale per le pulizie, il sostegno e l’aiuto nella gestione organizzativa quotidiana oltre a educatori professionali che seguiranno la terapia prescritta a ciascuno. L’acquisto del cibo e la spesa di ogni giorno sarà invece a carico degli utenti, col fine di invitarli a uscire e recarsi nei negozi, conquistando i propri spazi e i ritmi di una vita il più possibile normale. La Cooperativa Livingston di Pietra Ligure, che ha avuto un ruolo importante nella nascita della Comunità e che da anni è attiva presso l’Unità Spinale del Santa Corona, sarà punto di riferimento per gli utenti. La gestione della casa sarà a cura di “Opere Sociali Servizi Spa” che potrà fornire tutte le informazioni utili all’utenza al numero telefonico 019. 8489849. Dopo l’inaugurazione ufficiale di venerdì prossimo la “Comunità Familiare per Disabili” sarà attiva.
Silvia Campese

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