«La Gelmini va bocciata, merita zero in condotta»

Manifesto 17/6/09

SCUOLA · Limonta (Retescuole) racconta la contestazione «facinorosa»

Giorgio Salvetti
«Abbiamo fatto decine di iniziative partecipate da migliaia di persone, altre molto serie e approfondite, ma solo quando abbiamo contestato il ministro siamo finiti su tutti i giornali. Anche sulla Gazzetta dello sport ». Paolo Limonta da 15 anni è maestro elementare, l’altro giorno era tra i «facinorosi» di Retescuole che hanno fischiato il ministro Gelmini alla presentazione del libro sulla scuola del direttore de il Giornale , Mario Giordano. Che cosa avete combinato? Giordano è l’ennesimo triste figuro della destra che parla di scuola senza sapere quello che dice. Il suo libro è un elenco di luoghi comuni che propone questa tesi: gli studenti italiani non sanno nulla, i prof sono fannulloni, dunque licenziamoli. È significativo che il ministro sia intervenuto e che ci fosse anche il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri. Noi siamo entrati alla spicciolata, 50 tra genitori e insegnanti, e li abbiamo contestati srotolando i nostri striscioni. Abbiamo ritenuto giusto portare al ministro una pagella che la bocciasse e farle sapere che il movimento contro il suo progetto di scuola non si ferma. Se spera nel silenzio si sbaglia di grosso. Vi hanno dato dei fascisti antidemocratici.. Il ministro è un caterpillar che non accetta il confronto né in sede parlamentare né con le rappresentanze della scuola. Questo è essere antidemocratici. Per quanto riguarda i fascisti, sono loro che li mettono nelle liste elettorali. Per noi la contestazione è il sale della democrazia, non accettiamo l’idea che i potenti debbano avere il privilegio di parlare mentre i cittadini hanno il dovere di ascoltare e obbedire in ossequioso silenzio. Il ministro d’altronde non ascolta i cittadini. Il 97% delle famiglie italiane ha rifiutato la proposta del maestro unico dichiarandolo esplicitamente nelle iscrizioni dei propri figli al prossimo anno scolastico. In tutta la Lombardia, compresi i paesini di montagna, solo 21 famiglie hanno detto sì al maestro a 24 ore la settimana. Noi abbiamo portato questi documenti a tutti i dirigenti scolastici lombardi, ci hanno assicurato che la volontà dei genitori sarebbe stata rispettata, e invece un mese fa gli organici di diritto hanno confermato i tagli voluti dal ministro. Solo a Milano e provincia ci saranno 400 maestri in meno alle elementari, quasi 800 prof in meno alle medie e 400 insegnanti in meno alle superiori. E questo è solo l’inizio. Siete stanchi di protestare? Il movimento gode di ottima salute alle elementari dove si è creata un’alleanza tra maestri e genitori, si sta svegliando alle medie, mentre alle superiori si muove l’Onda, anche se con qualche black out, e si muovono i giovani precari. La Moratti aveva proposto una riforma vera, per quanto incondivisibile, Gelmini invece ci ha messo tre giorni a fare la sue leggi su ordine di Tremonti. Sono programmati 140 mila tagli in tre anni. Dicono che non licenzieranno nessuno, solo precari: evidentemente i precari per loro sono nessuno. Mancherà il ricambio generazionale, aumenteranno gli alunni per classe e le bocciature. Nessuno vi ha difeso dopo la contestazione. Le sinistre dove sono? Tanti nel movimento sono di sinistra, ma i partiti sono lontani. Nessuno, neppure a destra, vuole che i propri figli escano da scuola alle 12,30 per parcheggiarli davanti alla tv mentre papà e mamma lavorano, ma i partiti credono di parlare al popolo solo quando riciclano i temi della destra, dalla sicurezza all’immigrazione. Bisogna ricominciare tutto, questi dirigenti devono andarsene, tornare in mezzo alla gente a fare i militanti. Solo così si riparte.

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