Sulla situazione in Iran
Un comunicato della Presidenza nazionale Arci sulla situazione iraniana
I contorni esatti dello scontro politico esploso in Iran in queste ore non è chiaro. Già troppe volte letture schematiche di una realtà complessa hanno indotto a grandi errori di valutazione. E’ difficile dire se Moussavi davvero rappresenti una speranza di cambiamento. [continua]
E’ però certo che tante donne e uomini iraniani stanno dimostrando in queste ore l’enorme bisogno di libertà che manca loro, come l’aria, da decenni.
Noi stiamo dalla loro parte, e chiediamo ai governi e alla comunità internazionale di fare altrettanto…
I cittadini e le cittadine iraniane hanno diritto a elezioni giuste, e quindi al riconteggio dei voti.
Hanno diritto ad esprimere le loro idee e il loro dissenso, e quindi alla libertà di espressione e di manifestazione.
Hanno il diritto di opporsi a un potere dominante che opprime le libertà civili e democratiche, individuali e collettive, senza dover temere arresti, sparizioni, uccisioni, arbitri, violenze e censure.
L’Iran ha sempre avuto un ruolo importante e delicato nello scenario internazionale. Anche oggi ai suoi destini sono legati il futuro dei complicati equilibri mediorientali e le ripercussioni mondiali.
Noi siamo stati e continuiamo ad essere a favore della via negoziale e pacifica per la risoluzione delle controversie internazionali, anche quelle che vedono coinvolto il regime iraniano. Abbiamo salutato con sollievo il mutato atteggiamento della Casa Bianca di Obama e la scelta Usa di andare in questa direzione.
In queste ore già sentiamo i falchi della diplomazia internazionale gongolare. Ci opponiamo a qualsiasi strumentalizzazione della crisi politica irachena e della protesta popolare che tenda a dimostrare l’impossibilità della via politica nelle relazioni con quel paese.
Al contrario, è proprio la nuova situazione internazionale e le speranze di una nuova visione delle relazioni fra Iran e occidente aperte dai nuovi Stati Uniti a dare nuova forza alla opposizione democratica iraniana, dopo tanti anni in cui l’ideologia della guerra permanente ha reso quasi impossibile aprire spazi all’interno del loro paese.
Pace, negoziato, diritti e democrazia camminano insieme, come dimostra la storia.
Confermiamo la nostra piena solidarietà a chi in Iran cerca di affermare libertà, e a chi nella comunità internazionale sceglie la politica al posto della guerra.

fonte: http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/iran-proteste/3.html

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