Camel: «da mesi vivo nella fabbrica abbandonata»
Secolo XIX 16/6/09
il raccontoGenova
CAMEL, 24 anni tunisino, attraversa circospetto la passeggiata. Lascia passare quella fila di persone ed entra in una fabbrica abbandonata. Sono appena passati il sindaco, autorità locali e rappresentanti della Polizia Municipale. Tutti sanno che l’ex impianto dove sorgerà la nuova sede della Asl, è occupato da una decina di disperati che non hanno altro rifugio. «Purtroppo negli interstizi si infila la polvere – commenta il sindaco – Spero che la Regione faccia presto a iniziare i lavori». Camel non sa che quello che è appena passato è il primo cittadino e probabilmente non gli interessa troppo. Non ha il permesso di soggiorno, è arrivato in Italia un anno fa, passando da Bolzano. «Vivo qui da due mesi – racconta – All’alba vado a lavorare al mercato della frutta in nero. Scarico un po’di cassette e mi danno 15-20 euro. Qui dentro vivono una decina di persone. Non facciamo male a nessuno, alcuni non sono più giovani. Non abbiamo altro posto dove andare. Di giorno mangiamo nelle mense Caritas».
Prima di trovare questo riparo di fortuna Camel aveva occupato altri posti. «C’è pieno di case abbandonate – dice – In questa come in tutte le città. Se vivi sulla strada queste coses le senti dire, c’è il passaparola». Non sa della rissa che c’è stata ieri dall’altra parte della spiaggia e quando apprende la notizia si preoccupa. «Posso rimanere ancora qui? È sicuro», domanda. «Sono stanco di questa vita – dice – Voglio tornare a casa». Vuole vedere un documento, capire se ha davvero a che fare con un giornalista.
M. Gra.

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