ZENASOCIALWORKERS DAL MATITONE A TURSI
Mercoledì 10 giugno numerosi educatori dei servizi educativi, centri sociali, educativa territoriale ed educativa di strada, uniti in un gruppo denominato ZenaSocialWorkers, si sono dati appuntamento al Matitone per incontrare gli assessori Veardo e Papi.
La nostra intenzione, dopo mesi in cui notizie preoccupanti sono circolate, era di chiedere loro conto, di un imminente e determinante cambiamento nell’organizzazione dei servizi educativi: tra le conseguenze più inquietanti di questo cambiamento ci sono l’introduzione di servizi a pagamento per gli utenti, la distruzione di un approccio integrato tra situazioni di agio e di disagio e la reale messa in discussione della sopravvivenza dei nostri servizi e dei nostri posti di lavoro.
A fronte di un tale pericolo per il welfare cittadino gli educatori hanno deciso di chiedere e ottenere dal Comune la convocazione di un’Assemblea Pubblica, sul modello dei debat publique tanto in voga in questi mesi; sostanzialmente un’assemblea cittadina aperta a tutti gli interessati a vario titolo, in cui i nostri assessori vengano non solo ad illustrarci i cambiamenti decisi e le loro conseguenze, ma anche ad ascoltare e considerare le voci di dissenso degli utenti e dei lavoratori del sociale.
La nostra visita al Matitone non è stata risolutiva: i due assessori infatti non erano presenti, ma siamo comunque riusciti ad avere un appuntamento con l’ass. Papi che si è resa disponibile ad incontrarci nel primo pomeriggio a Palazzo Tursi.
Questa volta il numero degli operatori intervenuti è cresciuto, eravamo circa una trentina. Durante l’incontro abbiamo chiesto la convocazione di un’Assemblea Pubblica, sottolineando che la stessa richiesta l’avevamo fatta al Forum del Terzo Settore, dal quale non abbiamo avuto risposta.
L’assessore Papi ha ritenuto opportuno ricordarci che la rappresentanza del settore non ci spetta, è del Forum, e il Comune non vuole entrare in eventuali conflitti sulla rappresentanza tra noi e il Forum del Terzo Settore. Abbiamo allora chiarito che ZenaSocialWorkers non è né una ramificazione del Forum né un suo antagonista, ma un gruppo di educatori di vari servizi che da tempo ragionano sulla situazione del welfare e che rappresentano solo se stessi. Però siamo anche cittadini genovesi e per questo chiediamo l’Assemblea Pubblica per informare colleghi, utenti e cittadini sulle trasformazioni in atto nei servizi sociali e per garantire il diritto di tutti a influenzare decisioni che ci riguardano.
L’assessore Papi ci ha detto di essere dubbioso riguardo alla separazione tra area della promozione e area della protezione dei servizi educativi- divisione che porterebbe gravi conseguenze nella qualità e nell’accessibilità universale ai servizi- e ci ha informato che per questo motivo il progetto di riorganizzazione è in una fase di stallo: si attende un incontro tra Papi e Veardo per sciogliere questo nodo.
L’assessore si è resa disponibile a partecipare ad un’Assemblea Pubblica e noi abbiamo rilanciato che dovrebbe essere il Comune ad organizzarla. Ha proseguito poi con l’ormai inflazionata giustificazione delle risorse continuamente soggette a tagli. Ma quando mai è stato diverso? A parte i sempre ricordati tagli della finanziaria e la mancata riscossione dell’Ici, i soldi per i servizi sociali di ogni tipo sono sempre stati pochi, si è sempre preferito destinare i fondi -che ci sono eccome- ad altri ambiti: la sicurezza, i grandi happening culturali/commerciali, le spese militari e altre amenità.
Noi educatori abbiamo ben presente che i soldi non si vogliono trovare per il welfare, con buona pace dei diritti di cittadinanza, ma non abbiamo nessuna intenzione di accettare questo stato di cose come naturale e inevitabile: è in gioco il futuro degli utenti, del nostro lavoro e della società tutta. Pertanto abbiamo ribadito che siamo determinati a costruire questo incontro pubblico e ci aspettiamo l’iniziativa del Comune.
Mentre l’incontro volgeva al termine sono inaspettatamente -per noi- arrivati i membri del Forum del Terzo Settore per una riunione con l’assessore Papi. Dalla loro reazione alla nostra presenza e dagli “amichevoli” consigli che ci hanno elargito ci siamo fatti l’idea che il Forum e il Comune siano uniti dalla medesima intenzione: far passare sotto silenzio le decisioni che riguardano il settore educativo, non turbare equilibri che sfuggono al controllo non solo dei cittadini ma degli stessi operatori sociali.
Il Forum, che per la legge 328 deve essere coinvolto nella concertazione, è sempre più distante da chi costruisce, sviluppa e lavora quotidianamente nei servizi, infatti dall’ultima assemblea pubblica indetta a gennaio e alla quale hanno partecipato più di 300 operatori sociali, sembra non aver più interesse alla partecipazione degli stessi nella difesa e nel rilancio dei servizi sociali.
Il messaggio è chiaro ed è sempre uguale: il manovratore non va mai disturbato.

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