Gay Pride, il successo vien di notte«Siamo contenti del debutto»

Secolo XIX 15/06/2009
primo weekend
La festa è decollata in tarda serata. Villa: «Hanno partecipato tantissime persone, Genova è davvero una città aperta»

L’AVVIO è stato debole. L’inizio del concerto di Arisa era previsto per le 21.30, ma la star di Sanremo è salita sul palco soltanto dopo mezzanotte. Ci sono volute infatti quasi tre ore perché la piazza del Gay Village, allestito al porto antico, si riempisse. Considerando che l’ingresso era gratuito non si può parlare di un trionfo.
«Ma alla fine la città ha risposto e il nostro debutto è stato eccellente», commenta soddisfatto Alberto Villa, portavoce della manifestazione. «C’erano genitori, nonni, bambini, bianchi, neri, omosessuali ed eterosessuali. È la dimostrazione che i genovesi sono persone aperte, e che la nostra iniziativa ha colpito nel segno».
Seicento litri di birra, 1.400 drink, tre giri di ristorante da cento coperti l’uno, e un totale di 6.500 visitatori. Sono i dati della prima serata forniti dagli organizzatori del Pride. Il clou della nottata è stato raggiunto con il concerto di Arisa e Jo Squillo, che hanno cantato rispettivamente quattro e sei brani. Dopo di loro è stata la volta dell’italo-canadese John Biancale, famoso tra gli amanti del genere dance per le sue interpretazioni musicali.
Con un calendario fitto di dibattiti, serate disco, concerti, e presentazioni di saggi e romanzi dedicati a tematiche omosessuali, il Village andrà avanti due settimane culminando nel Gay Pride, che quest’anno si terrà sabato 27, giorno in cui a Genova, secondo le previsioni degli organizzatori, si riunirà una folla oceanica di almeno 150 mila persone.
Sfileranno lungo la città in corteo, fino al concerto e al comizio che si terranno in piazza De Ferrari, dove per l’occasione sarà allestito un palco. La manifestazione, alla quale hanno contribuito finanziariamente anche gli enti locali, è stata in parte finanziata anche da diversi commercianti genovesi. Alcuni negozi hanno acquistato al prezzo di cinquanta euro un apposito “hospitality kit” – poster, cartoline e adesivi – da esporre in vetrina e sul bancone. «Quasi duecento negozi hanno aderito. Questa – commenta Villa – è una città di commercianti innovatori e intelligenti». Francesco Margioccomargiocco@ilsecoloxix.it

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