Roma, pestati due giovani gay
Repubblica 12-06-09
A Campo de´ fiori, sono americani. “Ci fissavano, poi l´aggressione” Mi hanno circondato e mi hanno picchiato. Avevo solo chiesto perché mi stavano fissando». C., 27 anni, è ancora scosso. Porta sul viso e sul corpo, evidenti, i segni dell´aggressione subita insieme al suo compagno, G., 34 anni, nella zona vicino Campo de´ Fiori, la notte tra sabato e domenica scorsi. Colpito a pugni da un branco di giovanissimi, 5 o 6 ragazzi tra i 16 e i 20 anni, che si sono fermati quando è caduto per terra, ha sbattuto la testa e ha perso i sensi. Solo allora hanno mollato, e sono scappati via forse temendo di averlo ucciso. «Mentre mi colpivano dicevano qualcosa, forse insulti, ma non riuscivo a capirli», racconta.
La violenza si è consumata fuori da un locale di via del Biscione, davanti ai passanti. Due ragazzi gay, pestati selvaggiamente. «Passeggiavano vicino Campo de´ Fiori mano nella mano, potrebbero essere stati seguiti», ipotizza l´avvocato di Arcigay Roma, Daniele Stoppello, che ha aiutato i ragazzi americani, uno in vacanza in Italia, l´altro residente vicino Roma, a denunciare l´accaduto. «Un´aggressione, violenta, in due tempi», chiarisce. «Uscendo dal locale C. si è imbattuto nel gruppo. Ha avuto solo il tempo di chiedere perché lo guardavano che ha ricevuto un pugno. È andato via e ha raggiunto il suo ragazzo, sono stati avvicinati dal branco e malmenati». Di quella notte, in cui ha perso i sensi più volte, «ricorda che contro di lui si è accanito un giovane vestito di nero», dice l´avvocato. L´aggressione potrebbe essere stata ripresa: Arcigay Roma ha chiesto di rendere disponibili le immagini delle telecamere e ai testimoni di mettersi in contatto con il numero di Gay Help Line. Lo stesso numero antiomofobia a cui si sono rivolti i giovani, dopo aver chiesto aiuto a Radio Popolare Roma ed essere stati medicati all´ospedale Santo Spirito, ricevendo una prognosi di nove e sette giorni. C. ha il labbro rotto, problemi di udito e ferite in testa, il compagno problemi alla vista. Ora hanno paura di essere identificati e non andranno al RomaPride. A ricordarli ci sarà il carro di Arcigay. «È un attacco omofobo preoccupante» per Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma. Polemico il presidente nazionale dell´associazione, Aurelio Mancuso, che denuncia che nulla si fa per evitare queste aggressioni: c´è una «sottovalutazione da parte del governo reiterata e colpevole». La coppia ha ricevuto la solidarietà di diversi esponenti politici. Immagini «raccapriccianti» quelle che mostrano i segni delle percosse per il presidente della Provincia, Zingaretti, «testimonianza di una forma di aggressività e di odio profondissimi».

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