La mascherata delle ronde nere e uncinate come le SS

Manifesto 12/6/09

SICUREZZA · Il «debutto» domani al congresso nazionale dell Msi

Alessandro Braga
Avviso ai lettori. Quest’estate, passeggiando per le vie di Milano, potreste imbattervi in «strani» personaggi. Tecnicamente si chiamano «guardie nazionali italiane». Più prosaicamente, «ronde nere». Il termine corretto sarebbe «fascisti». Loro negano, anche se non vogliono «assolutamente definirsi antifascisti, sia ben chiaro». Sono un ente non governativo di volontariato, composto da «veri italiani nazionalisti e patrioti, gente che sappia portare degnamente e con orgoglio l’uniforme», con un comandante generale, il colonnello dei carabinieri in congedo Augusto Calzetta e un presidente nazionale, l’ex alpino Maurizio Correnti. Il loro scopo, «servire la nostra terra e il popolo italiano» e promuovere e divulgare «storia, lingue e tradizioni italiane con particolare riferimento all’impero romano», oltre a svolgere attività di vigilanza per «potenziare la sicurezza nei centri urbani». Li riconoscerete facilmente, come ogni specie animale hanno caratteristiche comuni. Girano «in branco». Vestono una divisa d’ordinanza: camicia grigia (anche se inizialmente era stata prevista color kaki) con cinturone e spallaccio neri; pantaloni grigi con banda laterale nera; cravatta (sempre nera); basco o kepì grigio con il simbolo della Guardia nazionale italiana, l’aquila imperiale romana; fascia da braccio (teso) con il simbolo dello schwarze sonne (il sole nero), una specie di svastica a dodici braccia, che adorna il pavimento del castello di Wewelsburg, che fu il quartier generale delle SS; per concludere, una fascia da polso, sempre nera, con la scritta «Grande Italia – Risorgi Italia». Si dotano anche di equipaggiamento «facoltativo: guanti di pelle, elmetto (similwehrmacht), anfibi neri e una torcia elettrica di metallo nero. Beh, se dovesse capitarvi, non preoccupatevi per la vostra sanità mentale: non siete impazziti. Non siete neanche stati catapultati da una macchina del tempo indietro di una settantina d’anni. E non siete neppure sul set di una fiction televisiva targata Mediaset dedicata al Ventennio. Preoccupatevi piuttosto dello stato di salute della democrazia in Italia. Perché siete «solamente» vittime delle leggi sulla sicurezza volute dal governo Berlusconi. Che, approvate alla Camera lo scorso 14 maggio e ora in discussione al Senato prevedono all’articolo 3 il «concorso di cittadini non armati» al presidio del territorio. In attesa dell’approvazione definitiva del provvedimento, che permetterà loro di scorazzare liberamente per le vie delle città italiane, gli zelanti volontari della Guardia nazionale italiana debutteranno domani a Milano, in occasione del congresso nazionale del Movimento sociale italiano di Gaetano Saya. Niente di strano, visto che lo stesso Saya si definisce il loro «ispiratore politico». E che le Guardie nazionali italiane saranno il «braccio paramilitare» del nuovo partito che il sedicente ex agente segreto della Nato e del Sismi, ex gladiatore, ex massone farà nascere proprio domani a Milano: il Partito nazionalista italiano. Una formazione che, guarda caso, punta a presentarsi alle prossime elezioni insieme al Popolo della libertà del presidente del consiglio in chiave «antipadana». E con un programma elettorale da far accapponare la pelle: pena di morte per usurai, profittatori e politicanti; diritto di cittadinanza e accesso alle cariche pubbliche «solo per chi sia di sangue italiano»; blocco di «qualsiasi nuova immigrazione di non-italiani» e immediata espulsione forzata di «tutti i non italiani che sono immigrati in Italia dopo il 31 dicembre del 1977»; infine, divieto di pubblicazione di tutti quei giornali che «contrastano con l’interesse della comunità». E, ovviamente, maggiore sicurezza per le strade grazie alle Guardie nazionali italiane. Il loro motto del resto è «Per servirvi, per proteggervi». Chi ci proteggerà da loro?

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