Intercettazioni, sì alla stretta Napolitano: esaminerò il testo
Repubblica 12-06-09
Alla Camera 17 franchi tiratori nell´opposizione
La legge
Il Pd: quanti trafficanti, assassini e pedofili resteranno a piede libero?
Urla, cartelli e «Vergogna» e «Oggi è morta la libertà di informazione», applausi, fischi. Il voto segreto chiesto dal Pd che si trasforma in boomerang. Franchi tiratori sì – se ne conteranno 17 – ma tra i banchi dell´opposizione. Il sorriso compiaciuto del premier Silvio Berlusconi. Il Guardasigilli Angelino Alfano che stringe mani e gongola. Dopo il lodo, ecco la nuova bandierina piantata sul codice di procedura penale.
Intercettazioni, ora si può staccare la spina. Il Quirinale segue gli eventi con attenzione, come lascia intendere il presidente della Repubblica, ieri sera a Napoli: «Mi riservo di esaminare il testo approvato, seguirò l´iter successivo e prenderò le decisioni che mi competono». Dopo la fiducia, a Montecitorio arriva il voto finale per il maxi emendamento del governo che disegna la nuova disciplina sulle intercettazioni. Il giro di vite che sta attivando la mobilitazione fuori dal Palazzo. Magistrati, giornalisti, editori e un popolo di indignati che firma appelli. Ma presto il testo sarà legge: questa mattina il ministero di via Arenula lo trasmetterà al Senato ed entro un mese sarà tutto finito anche lì. Adesso, annuncia il premier festeggiando coi suoi, «avanti tutta con la riforma della giustizia, con la separazione delle carriere».
Berlusconi festeggia anche perché il voto segreto chiesto dal Pd sulla norma alla fine spacca l´opposizione. Il testo è approvato con 318 sì, 17 più della maggioranza, e 224 no. Franchi tiratori in azione, dunque. I sospetti, a sentire deputati di Pd e Idv, si concentrano sui centristi (gli Udc sono 35). «Qualcuno dei nostri, forse, ma ci risulta che ce ne siano anche nel Pd, area Margherita» sussurra un centrista in Transatlantico. Sospetti che restano indimostrabili. Il tabellone ufficializza il responso e dai banchi dipietristi compaiono i cartelli: “Libertà di informazione cancellata”, “Vergogna”, “Pdl protegge delinquenti e ladri”. Poco dopo, fuori dalla Camera, una manifestazione improvvisata da Liberacittadinanza. Il dibattito conclusivo scivola via in un botta e risposta di fuoco. Attacca Paolo Gentiloni, Pd: «Non si potranno usare le intercettazioni quando serviranno e si potranno usare quando non serviranno. Quanti assassini e pedofili resteranno a piede libero?» Tra il leghista Dussin e il dipietrista Donadi volano parole grosse. Il commento di Bossi, a fine seduta, è uno dei suoi: «Berlusconi ha fiuto, alla gente non piace essere ascoltata». A chi invece ricorda al ministro Alfano lo sconforto dei magistrati, le preoccupazioni del procuratore antimafia Grasso, lui ribatte serafico che no, «abbiamo istituito un doppio binario che lascia inalterate le potenzialità investigative dei bravi investigatori». Dei bravi, dice. Pierluigi Castagnetti, presidente Pd della giunta delle autorizzazioni, lascia Montecitorio sconsolato: «Sbandierano il vessillo della sicurezza mentre spogliano le forze dell´ordine del più efficace strumento di indagine. Si ergono a paladini delle vittime mentre viene favorita la criminalità». Di Pietro torna a incalzare il capo dello Stato: «Si è consumato uno scempio, Napolitano almeno ora dovrebbe indignarsi».

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